Concorso straordinario, Sinopoli (Flc Cgil): si torni alla proposta della selezione per titoli. Intesa è passo indietro

di Ilenia Culurgioni

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Il Decreto scuola dell’8 aprile 2020 in esame al Senato, maggioranza di Governo divisa sulla procedura straordinaria, mediazione raggiunta dopo il vertice della sera del 24 maggio con la proposta del Premier Conte di rinviare il concorso straordinario. Intervista a Francesco Sinopoli, Segretario generale della Flc Cgil.

Accordo raggiunto nella maggioranza di governo per il concorso straordinario: la procedura viene rinviata. 

Se l’accordo è quello non raggiunge nessun obiettivo: né quello di avere i docenti in cattedra a settembre né quello di semplificare la procedura. Rischia anche di inficiare la ragione stessa di questa procedura, che nasce come un concorso riservato e che quindi deve valorizzare innanzitutto l’esperienza e dunque i titoli.

Non è quindi ciò che vi aspettavate

Assolutamente no. Non è quello che abbiamo rivendicato per mesi e non è quello che serve alla scuola. A settembre i docenti resteranno precari. Se l’obiettivo era avere posti stabili, la strada non è quella.

Cosa chiede la Cgil dopo questo accordo?

Chiediamo che si torni alla proposta che sta dentro l’emendamento depositato e che noi condividiamo: selezione per titoli e la prova dopo il primo anno, alla fine dell’anno di prova. L’emendamento depositato era corretto. Questa mediazione non rappresenta in alcun modo un passo in avanti, è un passo indietro. Siamo pronti a qualunque forma di mobilitazione, su questo come anche sulla mancanza di investimenti sulla riapertura dell’anno scolastico.

Avete avuto modo di discutere con il Ministero sulla riapertura dell’anno scolastico?

Non c’è nessun accordo, nessuna convocazione

Sarà un anno straordinario

Serve un organico più ampio di docenti e di personale ATA. Serve un investimento nelle infrastrutture. Servirebbe mettere al centro della discussione la scuola pubblica anziché trattarla come un problema secondario. Noi siamo quindi pronti a qualunque forma di mobilitazione perché non vogliamo ritrovarci a settembre con problemi peggiori di quelli che abbiamo oggi. Vogliamo una scuola migliore con posti stabili, organici più ampi e classi più piccole.

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