Concorso straordinario secondaria, prova scritta è selettiva: chi non raggiunge 7/10 non si abilita

di redazione
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Il concorso straordinario per la secondaria di I e II grado, da attivare nei prossimi mesi, ha un meccanismo di selettività in ingresso. Ancora da capire invece quanta potrebbe essere la selezione in uscita dal percorso.

La procedura

Prevede
  • prova scritta selettiva computer based con quesiti a risposta multipla da superare con 7/10.
  • graduatoria con punteggio prova scritta + titoli
  • immissione in ruolo e anno di prova per  24.000 posti
  • conseguimento dei 24 CFU (se non posseduti) con oneri a carico dello Stato
  • prova orale da superarsi con 7/10 Colloquio: due membri esterni nel Comitato di valutazione
  • conseguimento dell’abilitazione a fine anno prova

I docenti idonei che supereranno la prova scritta con 7/10 ma non rientreranno nei 24.000 posti potranno conseguire l’abilitazione:

  • se hanno una supplenza al 30 giugno o 31 agosto
  • conseguono i 24 CFu
  • Superano la prova orale selettiva

Ricordiamo che i docenti delle scuole paritarie, degli IeFP o con servizio misto – secondo quanto previsto dalla stesura attuale del testo  – partecipano al concorso solo a fini abilitanti.

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La prova scritta computer based

La prova scritta è da svolgersi con sistema informatizzato e composta da quesiti a risposta multipla.

La prova riguarda il programma di esame previsto per la prova dei concorsi per la scuola secondaria banditi nel 2016.

La prova si intenderà superata dai docenti che conseguiranno il punteggio minimo di sette decimi o equivalente.

Chi non supera la prova scritta

I docenti che non supereranno la prova scritta computer based, come potranno acquisire l’abilitazione?

Al momento l’unica prospettiva scritta è quella della partecipazione al concorso ordinario.

I sindacati FLCGIL, CISL, UIL, SNALS e GILDA chiedono un percorso a regime con modalità semplificate per:

• precari con almeno 3 anni di servizio
• docenti già di ruolo che, in possesso del titolo di accesso, aspirano a cambiare classe di concorso o ordine/grado di scuola
• dottori di ricerca

Una richiesta, quella dei PAS, portata avanti dalla Lega che ieri, durante la discussione in Aula alla Camera ha ribadito “Tante ancora sono le possibilità di miglioramento del decreto e speriamo in un ravvedimento del Governo nel passaggio in Aula e invitiamo la maggioranza e il Ministro a riconsiderare alcune delle proposte emendative da noi avanzate, prima su tutte quella dei pass abilitanti, perché i pass sono stati sempre una nostra battaglia e non comprendiamo la ratio della loro esclusione, perché sono, appunto, dei percorsi intanto formativi, come ci richiede l’Europa, selettivi e a costo zero per lo Stato.

Poi, non capiamo anche questo fuoco di sbarramento della maggioranza che non è solamente contro il pass e mette in difficoltà non solo la terza fascia ma anche i dottori di ricerca, che sono stati esclusi, e i cosiddetti “ingabbiati”, costringendo professionisti a una prova selettiva per saggiarne le capacità disciplinari che hanno già dimostrato ed esonerandoli, invece, dalla formazione pedagogico metodologica fondamentale per garantire adeguati standard qualitativi. Ecco, voglio un attimo soffermarmi sui dottori di ricerca perché anche qui la maggioranza aveva presentato proprio un emendamento apposito per far sì che questa categoria potesse partecipare al concorso, ma questo emendamento è stato ritirato e poi noi lo abbiamo fatto nostro come Lega e, ovviamente, è stato bocciato. Lo ripresenteremo sicuramente in Aula e, anzi, l’abbiamo già presentato.” A parlare Giorgia Latini.

Al momento da parte M5S – PD non è arrivata la proposta che, in base all’intesa del 1° ottobre 2019, sarebbe dovuta diventare un disegno di legge collegato alla Finanziaria.

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