Concorso straordinario secondaria, io escluso per le supplenze su sostegno. Lettera

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inviato da Giovanni Molica Baratta – Da diversi anni insegno nel sostegno, tramite graduatorie incrociate, presso scuole statali.

Nel corso degli anni ho ricevuto ed accettato incarichi su detta tipologia d’insegnamento acquisendo anno per anno, sempre maggiore esperienza.

Amo tale tipo di lavoro, che svolgo sempre con molta serietà e responsabilità e spero sempre di non deludere le aspettative di alcuni genitori che chiedono di non interrompere la continuità didattica a favore dei loro figli.

Pur avendo conseguito un punteggio più alto di alcuni colleghi che hanno sostenuto la selezione presso altre università, purtroppo non sono stato ammesso al TFA presso l’Università di Verona per effetto di una valutazione disomogenea.

Ora all’età di 46 anni, secondo la dichiarazione della nuova Ministra, mi ritrovo escluso dall’ammissione al concorso straordinario, anche se prelevato per le varie supplenze dalla mia classe di concorso valida a tutti gli effetti come servizio specifico.

Il concorso dovrebbe essere bandito nelle prossime settimane e non si capisce come si vuole superare il precariato che, a causa della rigida ma miope presa di posizione del MIUR, invece di diminuire è destinato ad aumentare a danno degli alunni che si vedono cambiare continuamente i loro docenti, poiché si prevedono per il prossimo anno scolastico 33 mila pensionamenti.

Io credo che si stia perdendo un’occasione storica escludendo dal concorso straordinario circa il 70% degli insegnanti che per tanti anni hanno fatto, come me, tanti sacrifici per far funzionare la scuola statale, senza ottenere alcun riconoscimento.

Perché si vuole discriminare e mortificare questi insegnanti che hanno svolto per tanto tempo con serietà e senso di responsabilità il loro lavoro?

Mi auguro anche per il bene della scuola che ci sia un ripensamento e venga data a tutti questi insegnanti la possibilità di sottoporsi ad una giusta valutazione e di essere compensati per l’impegno profuso e la professionalità acquisita nel corso di questi anni nell’interesse della scuola e degli alunni.

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