Concorso straordinario scuola: riscrivere il decreto. Lettera

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prof. Giovanni Difilippo –  Ill.stre presidente Commissione Cultura Senato della Repubblica,  Diverse testate giornalistiche riguardanti la scuola riportano, in prima pagina articoli che riguardano la possibilità di semplificare lo straordinario, come appunto più volte dichiarato dai membri del CSPI e dalle parti sindacali rappresentative e non.

Azzolina però non demorde, dichiarando l’impossibilità delle assunzioni per settembre nel caso in cui si andasse a riscrivere il testo del decreto. Ovviamente queste dichiarazione a parere degli scriventi e di tutte le forze sindacali risultano ancora una volta infondate, poiché in piena pandemia mondiale risulterebbe oneroso e complesso espletare le prove di concorso, quindi ben venga posticipare le assunzioni per l’a.s. 21/22 trovando soluzioni più ideone, che non si limitino a passare da 80 quesiti in 80 min. a 60 quesiti in 60min., ma a risolvere definitivamente il problema del precariato e delle abilitazioni verso la funzione docente con selezione in uscita.

Il quizzone così come presentato, dopo diverse valutazione, risulta, come anche il CSPI ha dichiarato, non idoneo alla problematica del precariato. 1 minuto per poter rispondere a un quesito, specialmente se di natura tecnico-matematica diventa fallimentare, poiché oltre alla tensione e al tempo di lettura del quesito stesso si deve valutare anche l’eventuale calcolo
matematico che la corretta espletazione del quesito comporta, il tutto incorniciato dalla pressione emotiva che il poco tempo a disposizione potrebbe generare al candidato (60 secondi).

Capiamo bene che questo concorso non misura il merito dei docenti precari, ma  riconosce l’abilità di aver avuto fortuna nel scegliere la risposta corretta, insomma, un terno al lotto.

Il merito dei docenti precari è quello di aver portato avanti e mantenuto in piedi il complesso sistema dell’Istruzione anche subendo la fastidiosissima e illegale reiterazione del contratto (ll 25 luglio scorso la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia sollecitando il nostro paese a prevenire l’abuso dei contratti a tempo determinato e ad evitare le condizioni di lavoro discriminatorie nel settore pubblico (decisione n. 20144231 del 25.07.2019).

Diventa difficile anche capire la ripartizione dei posti assegnati tra concorso straordinario e ordinario, che in molti casi risulta fallimentare, così come il vincolo dei 24.000 posti utili al ruolo, quando in realtà risultava, quantomeno dignitoso, creare una Graduatoria a Scorrimento per tutti i vincitori di concorso, o almeno per quello straordinario utile alla correzione della reiterazione ingiusta dei contratti (Ricordiamo che in determinate situazioni sono ancora in corso e in fase di espletazione i Concorsi 2016 e 2018, e quindi relative graduatorie attive).

La Ministra insieme ad altri esponenti del partito, parlano di retro-datazione giuridica degli incarichi, un’altra escogitata per cercare di calmare gli animi dei precari ormai stufi di tutte queste dichiarazioni incoerenti avviate.

Sappiamo bene tutti che a settembre in cattedra ci saremo nuovamente noi: i docenti di terza fascia! Proti ad assolvere con onore ed impegno ai nostri compiti (un pungo di soggetti, come definisce Granato), che con, o senza retrodatazione, saranno in cattedra anche per il prossimo anno scolastico.

La Ministra sottolinea di voler mettere su un impianto di aggiornamento graduatorie provinciale in tempi impossibili e folli, chiedendo un intervento lampo da parte del parlamento – ben venga! Ma non ci si dica che non è possibile effettuare la stessa tipologia di intervento parlamentare per riformulare le procedure concorsuali, poiché questa dichiarazione,
continua ad avere connotati di presa in giro ed ulteriore denigrazione dei diritti dei lavoratori precari della scuola.

È opportuno ricordare che il 06/04/2020 il CSPI esprimeva il parere sulle  procedure che già in via preliminare apparivano molto discordanti e piene di limiti e criticità sia per la procedura concorsuale ordinaria e soprattutto per quella straordinaria.

Agli elementi di criticità elencati dal Consiglio se ne aggiungono purtroppo altri e ben più sostanziali, conseguenti alla drammatica situazione che sta attraversando il Paese per effetto dell’epidemia da “Covid19” denigrando ancor più quelli che sono i diritti alla salute dei cittadini Italiani, che in
determinate circostanza hanno anima e cuore verso i propri cari.

Lo stesso CSPI afferma che solo una ristrutturazione delle procedure concorsuali potrà consentire l’immediata funzionalità di tutte le scuole del Paese a partire dal 1° settembre 2020, quindi assicurando in ogni classe la presenza di personale stabile, motivato e formato professionalmente, e rendendo effettivo a tutti gli studenti ed alunni il diritto costituzionale all’istruzione.

Non sopporteremo ulteriori prese in giro da soggetti politici che in campagna elettorale promettevano la così agognata stabilizzazione del precariato – la stessa Azzolina allora Presidente ANIEF Lombardia – ricorreva in Cassazione contro l’ingiusta reiterazione dei contratti a termine.

Non tenendo conto del parere del CSPI, più di 60mila famiglie di docenti precari si troveranno costrette a confrontarsi con il Ministro dell’Istruzione nelle aule dei Tribunali competenti.

Cordialità

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