Concorso straordinario in stand by, Anief: 6 mila gli esclusi senza appello per problemi legati al Covid

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Comunicato Anief – Sale il rammarico per la mancata organizzazione delle prove suppletive, a seguito delle assenze motivate di tanti candidati a partecipare al concorso straordinario della scuola secondaria, fermo dalla scorsa settimana fino a data da destinarsi: avere di fatto escluso, senza alcuna possibilità di rimettersi in gioco, 6 mila aspiranti docenti, perché positivi, in quarantena o malati, con i contagi da coronavirus di nuovo alle stelle, non fa onore a chi ha organizzato questa procedura concorsuale e nemmeno allo Stato che dovrà ricevere le prestazioni lavorative di coloro che vinceranno la selezione per 32 mila posti.

Una circostanza che non è sfuggita ai sindacati. E nemmeno alla maggioranza. Con il deputato della Lega Rossano Sasso, che ad Orizzonte Scuola ha detto di fare “da tramite alla voce di migliaia di insegnanti che, a causa della miopia politica, non hanno potuto sostenere il concorso”. Una diritto che non ha trovato spazio nemmeno con lo stop imposto dal Governo a seguito dell’applicazione dell’ultimo Dpcm anti-Covid che sostituisce le disposizioni di quello del 24 ottobre.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “negare a un candidato la possibilità di misurare le proprie conoscenze partecipando a delle prove che potevano aprirgli le porte del ruolo è un atto davvero ingiusto. Anche perché stiamo parlando di un concorso che attendeva da diversi anni. L’aspetto inconcepibile è che lo stesso aspirante docente non si è presentato o non si presenterà alle prove non di certo per motivi futili o legati alla sua volontà. Il ministero è ancora in tempo: decida, saggiamente, di ricalendarizzare le prove accogliendo finalmente tutti gli esclusi. E decida, con l’occasione, di cambiare una volta per tutte la tipologia di procedura concorsuale, finalizzata non più a fare selezione, ma alla realizzazione di una graduatoria finale unica a scorrimento, dalla quale assumere in ruolo chi ha svolto 36 mesi di servizio come docente”.

È entrato in una fase di fermo il concorso straordinario per la secondaria su posti comuni e di sostegno, introdotto dal DD n. 510 del 23 aprile scorso e bando successivo. Dopo l’avvio del 22 ottobre scorso e lo svolgimento delle prove, è giunto infatti lo stop di inizio novembre. Il ministero dell’Istruzione si è limitato a far sapere che restano valide le prove già effettuate dal 60% dei 64 mila candidati, che fornirà istruzioni per la correzione degli elaborati consegnati e che avrebbe fornito un nuovo calendario per lo svolgimento delle prove già previste dal 5 al 16 novembre scorso ma poi non svolte per volontà del Governo. Il problema è che il dibattito sugli esclusi non si è mai chiuso.

L’amarezza cresce perché non si capisce il motivo per cui il ministero dell’Istruzione nella nota ufficiale con cui ha comunicato la sospensione della procedura, ha anche dato il via libera alla correzione, con le istruzione presto pronte, degli scritti già svolti e annunciato una nuova calendarizzazione delle verifiche rimandate a data da destinarsi. Il sindacato è invece convinto che tale occasione, coincidente con la sospensione del concorso e la correzione delle prove già svolte in media da sei candidati su dieci, doveva essere colta al volo per la predisposizione di prove scritte suppletive a cui far partecipare tutti coloro che hanno vissuto, in particolare, un impedimento a partecipare alle prove già calendarizzate dal Ministero dell’Istruzione per cause correlate alla normativa sul contenimento del contagio da Sars-COV-2.

A questo proposito, Anief ricorda di avere richiesto tali prove aggiuntive attraverso una motivata specifica Istanza/Diffida da inviare al Ministero dell’Istruzione e all’Ufficio Scolastico Regionale di proprio interesse a cui aderire presentando una preadesione gratuita. A presentare l’istanza/diffida possono essere tutti coloro che sono stati impossibilitati a sottoporsi alle prove così come calendarizzate perché sottoposti a isolamento fiduciario o obbligatorio o in ricovero ospedaliero o, comunque, per cause di forza maggiore correlate alle prescrizioni previste per il contenimento del contagio.

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