Concorso straordinario è di nuovo crisi: PD e LeU bocciano emendamento Governo. Cosa accadrà se non si trova accordo

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Crisi dichiarata, ieri era stato il Piddino Orfini a lanciare un messaggio al Ministro Azzolina sull’emendamento per modificare le modalità di assunzione dei docenti precari con 36 mesi di servizio. La crisi ormai si combatte a suon di comunicati.

No di PD e LeU

Anche il Senatore Verducci, autore di un emendamento che chiede l’assunzione per soli titoli del precari, divulga apertamente il mancato accordo. “Ritengo assolutamente insoddisfacente la riformulazione proposta dal Governo sul concorso riservato ai docenti precari”.

Anche LeU con Articolo 1, per voce di Miguel Gotor, responsabile scuola, si dice insoddisfatto “Articolo 1 respinge la riformulazione dell’emendamento del ministro Lucia Azzolina sul concorso per docenti precari perché non corrispondente all’accordo raggiunto alla presenza di Giuseppe Conte. Auspichiamo che prevalga la ragionevolezza e il rispetto delle intese”.

Si riapre la crisi

Insomma, la crisi pare riaprirsi, dopo che il 24 si era giunti ad un accordo per avviare un concorso a cattedra riservato ai docenti precari con 36 mesi di servizio in autunno, in modo da stabilizzarli sui posti vacanti.

A non piacere è il testo dell’emendamento che avrebbe dovuto mettere tutti d’accordo, ma che invece ha riaperto le ferite.

Gli stessi sindacati hanno bocciato l’accordo notturno del 24, dichiarando lo stato di agitazione. Il rischio è che si vada allo sciopero.

Cosa accadrà se non si trova la quadra?

PD e LeU hanno i loro emendamenti, che non pare possano ottenere i voti del Movimento 5 Stelle e nei quali si richiede l’assunzione per titoli. D’altronde, questi ultimi non hanno i numeri per poter appoggiare la riformulazione dell’emendamento che viene dal Governo.

Entrambi potrebbero ricorrere alle opposizioni, ma sarebbe una sconfitta politica per la quale entrambe le fazioni si assumerebbero una responsabilità non indifferente.

D’altro canto, l’assenza di una maggioranza per votare gli emendamenti, a meno di non voler affrontare una crisi politica, potrebbe essere quella di superare i tempi per le modifiche al Decreto o di modificare soltanto per parti per cui c’è accordo.

In entrambi i casi, il Governo avrebbe il via per avviare le procedure concorsuali secondo le modalità già bandite: con quiz a crocetta.

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