Concorso straordinario, due precari: “Noi docenti in quarantena non abbiamo potuto svolgere la prova”

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La storia di due docenti precari che non hanno potuto partecipare al concorso straordinario scuola secondaria perchè entrambi in quarantena

Anche il nuovo Dpcm mantiene in stand by il concorso straordinario scuola secondaria, partito ad ottobre ma interrotto a causa delle nuove limitazioni del covid. Anche se tutto fermo, le polemiche non mancano, specie da parte di quei precari che non hanno potuto partecipare alla prova.

E a tal proposito, su Il Corriere della Sera, si riporta una storia che parla proprio di questo: una coppia di insegnanti, in quarantena nei giorni in cui il calendario del concorso prevedeva anche la loro partecipazione alla prova, sono rimasti bloccati perchè in quarantena e quindi impossibilitati a spostarsi da casa: “Il giorno del nostro scritto era il 4 novembre, proprio l’ultimo giorno prima della sospensione di tutti i concorsi, bloccati per via del peggioramento dell’andamento epidemiologico”, riferiscono i precari.

Il problema, com’è noto, è che non sono previste prove suppletive per il concorso: la Ministra ha più volte spiegato che un parere della Funzione Pubblica lo impedirebbe.

Eppure sono migliaia i docenti che non hanno potuto sostenere la prova, impossibilitati dal covid-19: “Considerando che la maggior parte delle prove sono già state svolte, diverse migliaia di docenti potrebbero aver perso la loro occasione di stabilità”, prosegue la coppia di precari, che spiegano: “per quanto riguarda noi, entrambi precari, con una bimba di due anni speravamo di stabilizzare il nostro nucleo famigliare e di creare un’occasione di crescita per noi, comprare casa, progettare un futuro in modo più sereno, entrare a far parte in modo più attivo nella comunità, sia dal punto di vista economico che sociale”. 

I due docenti, evitando polemiche chiedono però: “Vogliamo fare il concorso. Per questo chiediamo al ministero che, attento alle nostre problematiche e in considerazione delle ricadute che può avere essere esclusi in questo modo, perfezioni ulteriormente il sistema di reclutamento che è stato finalmente avviato, permettendoci di ottenere abilitazione e ruolo e riconoscendo i nostri sforzi e il lavoro svolto in questi anni”.

Nel frattempo, il Ministero ha spiegato, che “sta dotando le commissioni degli strumenti per procedere con la correzione da remoto delle procedure già effettuate”. Anche se ancora, tuttavia, si tratta di notizie di qualche settimana fa e dunque nulla di concreto.

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