Concorso straordinario docenti: Anief conferma la possibilità di ricorrere

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Anief – Confermate le preadesioni gratuite ai ricorsi per tutelare i diritti dei troppi docenti esclusi dal nuovo concorso riservato.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Nonostante le migliorie al testo apportate in corso di conversione, come la valutazione dell’anno in corso ai fini dell’accesso e la valutazione del servizio IeFP, ma solo ai fini abilitativi, restano troppe le illegittimità e le esclusioni. Il nostro sindacato conferma il nuovo contenzioso seriale ed è pronto a difendere i diritti dei lavoratori in tribunale”.

Confermata l’impossibilità di accesso ai ruoli per quanti hanno svolto servizio nella scuola paritaria essendo prevista la loro partecipazione alle procedure concorsuali straordinarie ai soli fini abilitativi. L’esclusione dalla possibilità di accedere al ruolo riguarda anche il servizio prestato nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale, in qualità di Dottore di Ricerca – cui non viene riconosciuto il periodo di durata del dottorato come effettivo servizio di insegnamento – o, ancora, l’impossibilità per i precari di partecipare al concorso straordinario anche per classi di concorso per cui non si ha servizio specifico, possibilità che, invece, è prevista per i docenti già di ruolo.

Troppe le limitazioni anche nella valutazione del servizio prestato: nonostante sia stato allargato il limite del servizio utile, passando da otto a dieci anni, si esclude comunque quello svolto precedentemente al 2008/2009, nessuna menzione riguardo l’utilità del servizio militare di leva svolto non in costanza di nomina e negato anche l’accesso a quanti abbiano un servizio prestato per almeno 2 anni anche non consecutivi, così come previsto, invece, dal Decreto Dignità.

Totalmente illogica e discriminatoria risulta, inoltre, l’esclusione del concorso straordinario per la scuola dell’Infanzia e della Primaria, dove vi sono 16 mila posti vacanti e disponibili e il contenzioso seriale per la spendibilità del diploma magistrale per l’accesso ai ruoli è ancora pendente, per il personale educativo e per i docenti di religione, per i quali è stata sollevata dal Tribunale di Napoli una nuova causa in Corte di Giustizia europea.

Il giovane sindacato ritiene, infine, illegittima la soglia stessa dei 24mila posti prevista con l’esclusione degli idonei dalla nuova graduatoria finale sostitutiva della relativa GaE esaurita, il criterio del superamento della selezione per il conseguimento della sola abilitazione a differenza del precedente PAS, il vincolo del contratto in corso per l’iscrizione al corso abilitante.

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