Concorso straordinario, diserta la prova per timore del COVID. Ricorre al Tar per far annullare concorso. Sentenza

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Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione III Bis), con la Sentenza n. 12765 del 30.11. 2020 ha chiarito che il non essersi presentati alle prove della procedura straordinaria svoltesi il 28 ottobre scorso, per paura di essere contagiati, non dà diritto a sostenere una prova suppletiva.

La mancata partecipazione al concorso per paura di rimanere contagiato

Un uomo si è rivolto al Tar Lazio chiedendo l’annullamento del calendario delle prove della procedura straordinaria per titoli ed esami, per la scuola secondaria di primo grado, svoltasi il 28 ottobre 2020. Nel ricorso lo stesso ha esplicitato di aver deciso di non sostenere la prova concorsuale per la quale era stato convocato per il “timore” dovuto alla epidemia da Covid, chiedendo quindi l’annullamento della convocazione ovvero l’annullamento del bando di concorso nella parte in cui non consente di sostenere la prova in una sessione suppletiva.

La normativa che disciplina i concorsi e la sospensione del 3 novembre

Secondo la prospettazione del ricorrente, la successiva sospensione dello svolgimento delle prove concorsuali, in attuazione del DPCM del 3 novembre 2020, confermerebbe la gravità della situazione epidemiologica ed il conseguente diritto a svolgere la prova in una sessione suppletiva. Il Tar, nel rigettare il ricorso, ha richiamato la disciplina che ha interessato, nell’ultimo anno, lo svolgimento dei concorsi pubblici, evidenziando che, nel caso di specie, la calendarizzazione delle prove, di cui il ricorrente ha chiesto l’annullamento, è intervenuta durante la vigenza della normativa che “sollecitava” addirittura lo svolgimento delle prove concorsuali, purché nel rispetto delle misure volte a tutelare la salute dei candidati, dei commissari e, più in generale, della collettività, sulla base di appurati studi di carattere tecnico e di valutazioni tecnico-politiche che caratterizzano tale disciplina legislativa. Il Tar ha inoltre sottolineato che il ricorrente non ha contestato l’illegittimità delle misure alla luce della richiamata disciplina normativa, bensì pretende di sostituirsi agli organi di governo e alle Amministrazioni competenti nel valutare la gravità della situazione epidemiologica. A ciò si aggiunga che, solo in un momento successivo, col D.P.C.M. 3 novembre 2020, siano state adottate ulteriori misure di contenimento del contagio tra cui la sospensione dello “svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, (…)” (art. 1 co. 9, lett. z). Per l’effetto, secondo il Tar le prove concorsuali svoltesi prima della entrata in vigore di tali nuove misure (ossia prima del 6 novembre 2020) sono pienamente legittime.

Il “timore” del contagio non legittima ad essere ammesso a una prova suppletiva

Infine, il ricorrente aveva richiesto di essere ammesso a sostenere la prova in una sessione suppletiva, in ragione della illegittimità della previsione del Bando che non contempla la “quarantena” da covid-19, quale causa di rinvio della prova per i candidati che versino per tale ragione in una condizione di impossibilità a sostenere la prova nel giorno indicato nella convocazione. Il bando ha posto in capo ai candidati l’onere di presentarsi, pena la esclusione dalla procedura concorsuale senza possibilità alcuna di richiedere il differimento della prova. Nel caso di specie il ricorrente aveva dichiarato di non partecipare alla prova del 28 ottobre 2020 “per il timore” dell’epidemia in corso, specie con riferimento al territorio della regione Lombardia. Lo stesso, quindi, non versava in una situazione né di isolamento, né di quarantena, in base alla Circ. del Ministero della Salute del 12 ottobre 2020. Per l’effetto, la doglianza è stata ritenuta infondata, non essendo configurabile alcuna situazione di forza maggiore che potesse far ritenere l’impossibilità materiale di presentarsi a sostenere la prova del 28 ottobre.

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