Concorso straordinario, Azzolina: non ci sarà prova suppletiva, vi dico perché. Si farà, così avremo meno precari

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Lunga intervista ieri del Ministro Azzolina sull’emergenza sanitaria andata in ona ospite di Lilli Gruber a La7. Non poteva mancare un intervento sull’avvio del concorso straordinario le cui prove saranno avviate questo giovedì. Polemiche, in queste settimane, sull’assenza della prova suppletiva per quanti non potranno partecipare a causa di quarantena o sintomi riconducibili al COVID.

Ecco perché non ci può essere una prova suppletiva

Abbiamo un parere della Funzione pubblica che vale per tutti i concorsi della Pa. Quel parere non prevede prove suppletive perché si fa riferimento a dei principi ben precisi e vale per tutti i concorsi pubblici, compresa la scuola. Il parere è stato dato per la prima volta al Ministro Manfredi in occasione dei test all’Università a settembre. Si aveva stesso problema. Il no alle prove suppletive vale per tutti i concorsi pubblici, compreso quello dei Carabinieri che si sta svolgendo in questo periodo.

Le prove saranno in sicurezza

Il Ministro ha voluto rassicurare i partecipanti: “non dovete immaginare grandi padiglioni, dovete immaginarvi dieci persone per laboratorio, distanziate, con gli igienizzanti e il controllo della temperatura all’ingresso. Ci servirà per avere meno precari l’anno prossimo perché potremo assumere

PD resta contrario

Non sono mancate nella giornata di ieri polemiche sull’avvio delle prove concorsuali. Contrarietà al concorso anche dalla maggioranza, con il Partito democratico in prima linea che lo ritiene “un rischio che sarebbe meglio non correre“. Il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci ed il vicepresidente della commissione istruzione Francesco Verducci chiedono alla ministra almeno “una prova suppletiva per gli insegnanti che sono in quarantena o positivi“.

 

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