Concorso straordinario, Azzolina: “concorsi si svolgeranno per tutta l’amministrazione, perché no per le scuole?” Lunedì voto emendamenti

Oggi giornata decisiva relativamente alla sorte del concorso straordinario rivolto ai docenti con 36 mesi di servizio. Infatti, siamo in attesa della notizia di un incontro al vertice tra il Primo Ministro Conte, il Ministro Azzolina e i capigruppo delle forze politiche di maggioranza.

Oggetto dell’incontro, come anticipato ieri per l’appuntamento prima fissato e poi saltato a causa del dilungarsi del CdM, il concorso straordinario dei docenti precari.

Due fazioni

Da un lato, infatti, c’è un fronte compatto di partiti che va da LeU, PD, PSI che chiede una modifica normativa ed un concorso per soli titoli, dall’altro il Movimento 5 Stelle, supportato dal Ministro, che chiede il rispetto degli accordi presi a dicembre e il contenuto della normativa vigente che prevede una prova selettiva.

La preoccupazione della fronda è legata alla situazione epidemiologica ed ai rischi legati allo svolgimento di un esame in presenza, dall’altro lato il Ministro risponde affermando di aver pronto un piano che salvaguardi la salute dei partecipanti.

Mediazione

Una proposta di mediazione è giunta ieri, con un piano B nel caso la curva epidemiologica dovesse mutare, assumendo i docenti ma prevedendo il test selettivo nel corso dell’anno a condizioni sanitarie migliorate.

Oggi, si cercherà  una sintesi tra le diverse parti. Nel frattempo, dalle pagine del quotidiano Il Messaggero, il Ministro anticipa la sua posizione: “Abbiamo un obiettivo comune: avere i docenti in classe a settembre. Ci sono “bandi già pubblicati per assumere 80 mila assunzioni, è un risultato enorme. I concorsi vanno avanti in tutta la Pa e nell’università perché a scuola no?”.

Sullo stesso argomento è intervenuto anche Vacca, del Movimento 5 stelle, che così ha scritto in un comunicato: “Solo la modalità concorsuale già avviata consentirà le assunzioni di docenti già a settembre, oltre a garantire il rispetto del dettato costituzionale e dei principi di qualità e merito. Non esistono alternative valide, per questo ribadiamo il nostro convinto “no” al reclutamento per titoli: la scuola e i tanti precari storici non possono più aspettare.”

“D’altra parte – continua – la pandemia utilizzata come argomento per chiedere un reclutamento per titoli non può convincere: riaprono i ristoranti e i locali, presto lo faranno anche i cinema e i teatri rispettando le norme di sicurezza, perché lo stesso non potrebbe accadere per i concorsi?”

I sindacati

I sindacati, da canto loro, hanno minacciato lo sciopero. FLCGIL, UIL, SNALS hanno intimato come sia “il momento che il governo faccia delle scelte”. “Volere ignorare la pandemia e la possibilità di svolgere i concorsi in presenza rappresenta una posizione di cocciutaggine veramente esagerata.”, scrive la flcgil. Sciopero che, secondo fonti parlamentari, avrebbe avuto il beneplacito da parte di alcuni componenti del PD.

Voto lunedì

I lavori in VII Commissione al Senato sul Decreto scuola, campo di battaglia tra le due fazioni, si sono arenati proprio su questo punto. Durante la seduta di ieri, apprendiamo, non si è votato gli emendamenti ma si è proceduti ad una semplice illustrazione. I tentativi di sintesi sono avvenuti in maniera informale, ma non riuscendo a trovare una quadra si è tentata la carta dell’incontro al vertice con il Primo Ministro. Riunione rimandata ad oggi, come anticipato dalla nostra redazione.

Il voto degli emendamenti, quindi, è rimandato a lunedì. Sempre che oggi l’incontro sia risolutivo, anche perché i tempi stringono e non ci sarà la possibilità di un secondo passaggio in Parlamento, facendo del testo che sarà elaborato in Senato come quello definitivo.

Tempi di consegna definitivi, entro il 7 di giugno.

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