Concorso straordinario anche per chi lavora nelle paritarie o Centri di formazione professionale. Lettera

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inviata da Sara Carnelos –  Docenti con 36 mesi di servizio nelle scuole paritarie e nei percorsi IeFP (dei Centri di formazione professionale) hanno il medesimo diritto di partecipare al CONCORSO RISERVATO dunque, si chiede al Presidente della Repubblica e trasversalmente ai Deputati e Senatori, di sanare l’iniquità uscita dall’accordo sindacale e dare a TUTTI COLORO CHE HANNO MATURATO 36 MESI ALL’INTERNO DEL SISTEMA SCOLASTICO NAZIONALE la PARI OPPORTUNITÁ DI PARTECIPARE AL CONCORSO RISERVATO.

Motivazioni

• Articoli 3 e 33 della Costituzione
• Legge 62/2000
• Scuole del sistema scolastico nazionale che assolvono all’obbligo scolastico
• Svolgimento di un servizio pubblico
• Finanziamenti pubblici
• Titoli di studio riconosciuti dallo Stato italiano e dalla Comunità europea
• Docenti presenti nelle graduatorie pubbliche di Terza fascia con riconoscimento del medesimo punteggio dei docenti statali
• L’esperienza ha stesso valore se effettuata in scuola statale, paritaria, percorsi Iefp (dei Centri di formazione professionale)
• I percorsi IeFP si svolgono con medesime modalità all’interno della scuola statale e stessi insegnanti hanno insegnato in entrambe le istituzioni scolastiche
• I docenti hanno stesse mansioni, incarichi dei docenti di ruolo (coordinatori, partecipano a commissioni d’esame, progettazione, mantengono rapporti con le famiglie)
• Il pregresso: dopo il PAS aperto a tutti i docenti senza alcuna discriminazione, si è svolto il concorso pubblico riservato non selettivo nel 2018 a cui hanno partecipato alla PARI, docenti di scuola statale, paritaria, percorsi IeFP. Sono stati stabilizzati nel 2018 e nel 2019 docenti nelle scuole statali che avevano maturato esperienza in qualsiasi scuola del sistema nazionale riconosciuto paritario.
• Sistema delle passerelle: gli studenti possono passare da una scuola all’altra poiché l’obbligo scolastico viene assolto, il diritto alla scelta dello studio riconosciuto
• Molti docenti hanno esperienza mista (scuola paritaria/statale/percorsi IeFP) in virtù della normativa esistente e della parità di insegnamento. Sarebbero degli ESODATI, non potendo essere stabilizzati laddove hanno firmato l’ultimo contratto di lavoro

Conseguenze
• Se il Dl Salvaprecari non subisse le modifiche auspicate, si aprirebbe un INFINITO CONTENZIOSO TRA GLI INSEGNANTI E IL MIUR e ai CITTADINI ITALIANI spetterebbe il pagamento delle SPESE LEGALI.
• Le pubbliche graduatorie verrebbero IMPUGNATE E IL SISTEMA SI BLOCCHEREBBE NEI MEANDRI DEGLI UFFICI SCOLASTICI REGIONALI che dovrebbero gestire gli ESITI DEI CONTENZIOSI.
• Le scuole paritarie e i Centri di formazione professionale che svolgono un’importante azione contro la dispersione scolastica e offrono maggiori opportunità di studio alle famiglie, non troverebbero più insegnanti, dato che la parità verrebbe meno.

Conclusioni
• Dividere i docenti, classificandoli in serie A e B significa considerare allo stesso modo gli studenti, NON PARITARI, SENZA GLI STESSI DIRITTI. Chiaramente siamo difronte ad una ILLEGITTIMITÁ di fondo che va sanata.

Chiediamo
Al Presidente della Repubblica, ai Parlamentari tutti di SANARE UN’INGIUSTIZIA, facendo partecipare AL CONCORSO RISERVATO 2019 TUTTI I DOCENTI AFFERENTI AL SISTEMA SCOLASTICO NAZIONALE PRESENTI NELLE GRADUATORIE DI ISTITUTO CON 36 MESI DI ESPERIENZA.

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