Concorso straordinario abilitazione fermo al palo, domanda già presentata. Interrogazione parlamentare

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Sinistra Italiana chiede spiegazioni al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, in merito alla procedura di abilitazione attuata dalla Provincia autonoma di Bolzano in merito ai corsi di formazione per i precari, con almeno 3 anni di servizio negli ultimi 5 anni operanti nelle scuole di lingua tedesca e ladina. Ciò non vale, invece, per i docenti delle scuole di lingua italiana.

Ecco il testo dell’interrogazione

La Provincia autonoma di Bolzano disciplina la formazione iniziale degli insegnanti per le tre intendenze (tedesca, ladina, italiana), istituisce percorsi formativi abilitanti e specializzanti e rilascia abilitazioni valide su tutto il territorio nazionale;

la giunta provinciale, nel 2019, ha attivato, solo per le scuole di lingua tedesca e di lingua ladina, dei corsi transitori di formazione, con costi a carico della provincia, aperti a tutti i precari che abbiano maturato almeno 36 mesi di servizio in quelle classi di concorso per le quali negli ultimi 5 anni non siano stati attivati percorsi abilitanti. Per i docenti precari della scuola in lingua italiana, per i quali non si attivano percorsi abilitanti dal 2008, non vi è stato alcun intervento;

sempre per gli insegnanti delle scuole in lingua tedesca e ladina, nel 2020, sono stati istituiti dei nuovi percorsi abilitanti, sostitutivi del concorso e a cadenza regolare, aperti a tutti i laureati in possesso di un contratto a tempo determinato di almeno 6 ore;

nonostante, sulla base della normativa vigente (articolo 12-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 89 del 1983), la provincia Autonoma di Bolzano debba prevedere di attivare percorsi abilitanti rivolti ai docenti di tutte le scuole della provincia, per gli aspiranti docenti della scuola di lingua italiana ciò non è accaduto. A detta dell’assessore alla scuola italiana, il problema è che, a differenza delle scuole in lingua tedesca e ladina, quella in lingua italiana sarebbe fortemente legata alle dinamiche del territorio nazionale;

tale affermazione appare singolare dal momento che, in passato, è stata utilizzata la motivazione opposta per impedire la mobilità dei docenti precari storici inseriti in graduatorie ad esaurimento verso altre province del Paese e per non prevedere per gli stessi un piano straordinario di assunzioni e sono stati stabiliti criteri di accesso al ruolo difformi rispetto a quelli previsti dalle leggi nazionali;

la provincia di Bolzano, a differenza del resto del Paese, non ha previsto il concorso straordinario per l’abilitazione dei docenti precari, bandendo solamente il concorso straordinario e quello ordinario per l’immissione in ruolo rispettivamente per 56 e 22 posti complessivi, ampiamente insufficienti;

inoltre, secondo le ultime «Disposizioni in materia di assunzione del personale insegnante» approvate dal consiglio provinciale di Bolzano, coloro che si abilitano fuori provincia non possono essere inseriti in prima fascia nelle graduatorie provinciali e, quindi, ambire al ruolo per scorrimento delle stesse. Non avendo bandito il concorso straordinario abilitante, tale misura penalizza ancora i docenti, a prescindere dal gruppo linguistico (tedesco, ladino, italiano) della scuola di lingua italiana;

in definitiva, si determinano modalità di abilitazione e assunzione diverse sulla base dell’intendenza scolastica di appartenenza;

quali iniziative, per quanto di competenza, intenda assumere il Governo per promuovere il superamento di quelle che, a parere dell’interrogante, appaiono come inaccettabili disparità che colpiscono docenti, studenti e famiglie che fanno riferimento alla scuola in lingua italiana nella provincia di Bolzano, in particolare circa i requisiti richiesti agli insegnanti per l’accesso al ruolo nella provincia di Bolzano;

quali iniziative di competenza intenda assumere per affermare il diritto alla parità di trattamento di tutti i docenti sul territorio nazionale.

La prova della procedura straordinaria: 60 domande in 60 minuti

La prova della procedura straordinaria  per l’abilitazione nella scuola secondaria di I e II grado consiste in una prova scritta computer based  composta da 60 quesiti a risposta multipla della durata di 60 minuti (fermi restando eventuali tempi aggiuntivi per candidati di cui all’art. 20 della legge 104/92

La prova è costituita da 60 quesiti a risposta chiusa con quattro opzioni di risposta, di cui una sola corretta, così ripartiti:

a. competenze disciplinari relative alla classe di concorso: 40 quesiti;
b. competenze didattico/metodologiche: 20 quesiti.

La risposta corretta vale 1 punto, la risposta non data o errata vale 0 punti. Il punteggio minimo per superare la prova è 42/60. Programma prova scritta

La seconda parte della procedura per ottenere l’abilitazione: serve supplenza almeno al 30 giugno

Per ogni classe di concorso la commissione stilerà degli elenchi non graduati formati dai docenti che superano la prova con il punteggio di almeno 42/60.

I docenti inseriti nell’elenco non graduato  acquisiranno l’abilitazione al compimento di quanto previsto dall’articolo 1, comma 13, lettera c), del predetto Decreto-Legge, a decorrere dall’anno scolastico 2020/21, su tutto il territorio nazionale.

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