Concorso straordinario abilitante, basterebbe un semplice corso di formazione con un esame finale. Lettera

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Inviata da Maria Teresa Rizzi – Buongiorno, sono una docente di ruolo di scuola primaria laureata in lingue che da 20 anni attende una svolta per poter fare quel salto chiamato “Passaggio di ruolo”. Quasi un anno fa abbiamo inoltrato domanda ( pagando anche una tassa di 15€) per partecipare ad un concorso abilitante di cui al momento non si sa assolutamente nulla.

In un paese civile e democratico, queste cose non dovrebbero accadere e quello che viene da chiedersi è: perché lo Stato mi impedisce di ricoprire un ruolo diverso e di cambiare lavoro se ne ho le competenze, i titoli e la voglia?

In altri paesi civili, se uno vuole cambiare lavoro lo fa tranquillamente senza nemmeno dover superare un concorso ( una follia burocratica ancora tutta e solo italiana), ma semplicemente superando una selezione.

Ma si sa, l’Italia è il paese della burocrazia, delle carte e delle lungaggini. Non posso fare a meno di ricordare che in diversi governi a conduzione prevalentemente leghista di un recente passato ci si è prodigati anche nell’istituzione di un ministero per la semplificazione!

Fra l’altro a chi come me ha già un’abilitazione all’insegnamento e 20 anni di ruolo ( altro che tirocinio) basterebbe un semplice corso di formazione con un esame finale per ottenere la certificazione abilitante. E vorrei in ultimo ricordare che in tal caso il Ministero non deve concederci un ulteriore posto di lavoro perché noi quello lo abbiamo già. Transitando nella scuola secondaria di secondo grado lasceremmo libero il posto che attualmente occupiamo nella primaria. Mi sembra elementare Watson!

Proprio in questi giorni è stata emanata una normativa che consente ad alcune lauree di diventare direttamente abilitanti senza dover più sostenere l’esame di abilitazione. Perchè per alcuni sì e per i docenti no? Altro mistero insondabile.

Io mi auguro che una volta concluse le procedure del concorso straordinario, Ministero e sindacati si ricordino che del mondo della scuola fanno parte anche i docenti di ruolo che pur non essendo tutti i giorni al centro delle cronache scolastiche come i colleghi precari, silenziosamente e strenuamente lavorano per sostenere la scuola e che anche loro hanno diritto ad una gratificazione professionale.

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