Concorso Stem 2021, i tecnici della Camera ‘bacchettano’ il governo: chiarire sulla copertura degli emolumenti ai commissari

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Conto alla rovescia per la pubblicazione del bando STEM in Gazzetta Ufficiale. Così come già segnalato da Orizzonte Scuola nelle scorse ore, già martedì prossimo, 15 giugno, potrebbe essere pubblicato il bando con le prove previste per i primi di luglio. 

Il concorso prevede un’unica prova scritta con 50 quesiti a risposta multipla (durata massima 100 minuti). Ciascun quesito consiste in una domanda seguita da quattro risposte, delle quali solo una è esatta; l’ordine dei 50 quesiti è somministrato in modalità casuale per ciascun candidato. Poi ci sarà una prova orale  (durata massima 45 minuti) consistenete nella progettazione di un’attività didattica, comprensiva dell’illustrazione delle scelte contenutistiche, didattiche e metodologiche compiute e di esempi di utilizzo pratico delle TIC.

Bando concorso materie STEM: 50 quesiti, cosa prevede prova orale. Possibile in Gazzetta il 15 giugno e prova scritta primi di luglio [ANTEPRIMA BOZZA]

Il concorso STEM è previsto dal Decreto Sostegni Bis (articolo 59, commi da 14 a 19) in corso di approvazione in Parlamento.

Gli emolumenti dei commissari

Una delle novità riguardano i compensi dei commissari. La redazione dei quesiti della prova scritta, anche a titolo oneroso, è assegnata con affidamento diretto ad una o più università. I servizi logistici e informatici
necessari per lo svolgimento della prova scritta sono assegnati direttamente anche a soggetti in house rispetto al Ministero dell’istruzione. Oltre alle commissioni di concorso è prevista la possibilità di istituire sottocommissioni per lo svolgimento della prova orale, a fronte di gruppi di candidati superiore a 50.

Al presidente, ai componenti e al segretario delle commissioni concorsuali è riconosciuto un compenso, aggiuntivo rispetto a quello previsto a legislazione vigente, pari a due volte il compenso base previsto dall’art. 2, comma 1, n. 3), comma 2 e comma 3, nonché dall’art. 5, del DPCM 24 aprile 2020.

Le graduatorie relative alle suddette procedure sono utilizzate per le immissioni in ruolo relative all’a.s. 2021/2022, se approvate entro la data del 30 ottobre 2021, con conseguente risoluzione dei contratti di lavoro a tempo determinato nelle more stipulati sui relativi posti vacanti e disponibili. Le medesime graduatorie, se non approvate entro la richiamata data, sono utilizzate nel corso degli anni successivi con priorità rispetto alle graduatorie delle procedure ordinarie.

La relazione tecnica riferisce che il comma 14 non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica tenuto conto che la disposizione modifica le modalità di svolgimento dei concorsi ordinari già banditi che trovano copertura con gli ordinari stanziamenti di bilancio.

In particolare viene evidenziato che per quanto riguarda l’onere per la predisposizione dei quesiti della prova scritta, che vengono stimati in 48mila euro (2.000 euro per 6 batterie di quesiti, ciascuna da 100 domande, per 4 procedure), questi vengono coperti con le risorse ordinariamente iscritte in bilancio per lo svolgimento dei concorsi del personale docente.

Il comma 15 ha natura ordinamentale e, dunque, non comporta nuove o maggiori spese per la finanza pubblica.

In merito al comma 16 la relazione tecnica riferisce che la disposizione comporta ulteriori oneri per la possibilità, prevista in via straordinaria, di costituire una sotto-commissione ogni 50 candidati in un numero stimato di 1.211, nonché di riconoscere il compenso aggiuntivo del doppio della quota base prevista per i componenti della commissione, indipendentemente dalla quantità di candidati esaminati, purché il concorso si concluda entro il termine prefissato.

Per stimare tali oneri la relazione tecnica evidenzia che: i candidati attesi per le classi di concorso sono 60.521; a legislazione vigente, i compensi riconosciuti ai componenti delle commissioni esaminatrici ammontano ai sensi del DPCM 23 marzo 1995 e del DPCM 24 aprile 2020):

per il presidente, 1.980 euro di compenso base, più 1,1 euro per candidato esaminato, fino al massimo complessivo di 8.800 euro;
per i commissari, 1.800 euro di compenso base, più 1,00 euro per candidato esaminato, fino al massimo complessivo di 8.000 euro; nelle sottocommissioni, i predetti compensi si riducono a 900 euro di compenso base, più 1,00 euro per candidato esaminato, fino al massimo complessivo di 8.000 euro;
per i componenti aggregati, 900 euro di compenso base, più 1,00 euro per candidato esaminato, fino al massimo di 6.400 euro; nelle sottocommissioni, i predetti compensi si riducono a 450 euro di compenso base, più 1,00 euro per candidato esaminato, fino al massimo complessivo di 8.000 euro;
per i segretari, 1.620 euro di compenso base, più 0,90 euro per candidato esaminato, fino al massimo di 6.400 euro; nelle sottocommissioni, i predetti compensi si riducono a 810 euro di compenso base, più 0,90 euro per candidato esaminato, fino al massimo complessivo di 6.400 euro;
ai componenti dei comitati di vigilanza, 50 euro per giorno di presenza nelle aule nelle quali si svolge il concorso

A questi compensi si aggiunge, in base alla norma in esame, per il presidente e i componenti della commissione e delle sotto-commissioni, il compenso aggiuntivo del doppio della quota base, a prescindere dal numero di candidati esaminati, ove il concorso si concluda entro il termine prefissato.

La spesa totale è pari a oltre 21 milioni di euro. 

Ecco cosa dicono a riguardo i tecnici della Camera: In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia che le norme introducono nuove modalità semplificate di svolgimento delle procedure concorsuali ordinarie bandite nel 2020, di personale docente in materie scientifiche e tecnologiche specificamente indicate, al fine di disporre delle relative graduatorie entro il 31 luglio 2021. Tale procedura non sostituisce quella ordinaria prevista a legislazione vigente, in quanto, ai sensi del comma 18, i candidati che partecipano alla procedura semplificata conservano, comunque, il diritto di concorrere secondo le regole ordinarie.

E ancora: “A tale riguardo, la quantificazione degli oneri relativi alle commissioni e alle sottocommissioni d’esame previste nell’ambito della nuova procedura semplificata (comma 16) appare verificabile alla luce dei dati e degli elementi di valutazione forniti dalla relazione tecnica.  Si evidenzia, peraltro, che risultano privi di quantificazione gli oneri riferiti al medesimo comma 16 relativi alla redazione dei quesiti della prova scritta da parte delle università, redazione che la norma prevede possa essere anche a titolo oneroso, nonché in relazione all’assegnazione dei servizi logistici e informatici necessari per lo svolgimento della prova scritta”.

Riguardo alle risorse per far fronte alle spese derivanti dal comma 16, la RT evidenzia che, a fini di copertura, sarà utilizzato interamente lo stanziamento già disponibile a legislazione vigente (pari a 13,426 milioni – 0,88 milioni di obbligazioni già esistenti). Si evidenzia peraltro che sulle medesime risorse dovrebbero, in base alla RT, gravare anche gli oneri (a decorrere dal 2021), derivanti dalle procedure concorsuali così come previsti dai precedenti commi da 10 a 13: in proposito andrebbe quindi acquisito un chiarimento tenuto conto che lo stanziamento non sembra capiente per tutte le finalità indicate dalla RT con riguardo ai commi 10-13 e 16.

Alla commissione nazionale incaricata di valutare i quesiti, di redigere i quadri di riferimento per la valutazione della prova orale, nonché i requisiti dei componenti delle commissioni d’esame, posto che la norma – a differenza di quanto disposto per l’analoga commissione riferita alle procedure di cui ai commi da 1 a 9 – non esclude espressamente la corresponsione di emolumenti e rimborsi spese in ragione della partecipazione ai sui lavori, andrebbe chiarito con quali risorse si farà fronte all’attività che i componenti della commissione saranno chiamati a svolgere.

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