Concorso Stem 2021, inizio choc con tanti bocciati. I candidati protestano: “Per qualcuno al ministero la matematica è ferma al 1700”. I racconti

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Ricominceranno domani, lunedì 5 luglio, le prove d’esame per il concorso Stem 2021. Venerdì 2 luglio sono iniziate le prove per due classi di concorso, A026 e A041.

Come ha testimoniato tempestivamente Orizzonte Scuola con aggiornamenti costanti durante la giornata, i test, per i candidati, si sono rivelati molto complicati e la percentuale di bocciati è stata molta alta (anche se un dato ufficiale, per il momento, non è disponibile). Continuano ad arrivare alla nostra redazione mail con i racconti dei candidati.

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Concorso docenti Stem 2021, è già boom di bocciati. I racconti dei candidati

Francesco: “Quanto allo stem per l’A026 , non superato con punteggio 64/100, ritengo che era tutto sommato onesto nelle richieste ma il tempo era non congruo almeno ci volevano 150 minuti, per permettere ai meno intuitivi di raggiungere il risultato. Non doveva essere un concorso di enigmistica ma di conoscenza di regole matematiche. Voglio ora dire ciò che più mi preme sul concorso straordinario precedente A026 a novembre, anche questo in Emilia Romagna svolto a 200 km da casa; la prova era più discorsiva che calcolativa, sulla preparazione delle UDA… Vi siete accorti che l’editor del wordprocessor non permetteva ne selezione testo, né copia e incolla né altre funzioni ovvie a cui siamo abituati col Word..?? . Questo ha tecnicamente limitato la possibilità di risposta ai quesiti. Quando ho richiesto con l’accesso agli atti il tipo di wordprocessor non mi hanno risposto sbolognando al ministero la paternità e la povertà del software. In conclusione le prove computer based se non vi sono specifiche dichiarate ufficialmente sulle funzioni dell’ editor sono un facile trappolone con cui possono tagliare come gli pare .. e pensare che in questo paese abbiamo avuto ministri senza laurea”.

Corso di preparazione al concorso ordinario per materie scientifiche (STEM). Con simulatore per la prova scritta

Marco: “Nel mio gruppo, a Roma, eravamo in undici. Due non si sono presentati, e dei nove che hanno sostenuto la prova, solo uno è passato, con 35/50. Si tratta di un docente di matematica con numerosi anni di insegnamento alle spalle. Inglese era a livello da scuola media, e informatica ancora più facile. Ma le domande su materia erano un ostacolo veramente troppo difficile. Non tanto per la difficoltà delle domande, quanto per il tempo. Troppi pochi due minuti, quando in molti casi c’erano calcoli lunghi da fare. Assurdo poi che le domande fossero praticamente solo su analisi o geometria euclidea dello spazio. Una sola domanda di algebra lineare e una di calcolo delle probabilità. Addirittura nessuna di algebra o logica, se ben ricordo. Per qualcuno al ministero la matematica è ferma al 1700. Assurdo”.

Lara: “Ho partecipato al concorso A026 e vorrei puntualizzare la difficoltà della risoluzione dei quesiti nel tempo dato in particolare non credo che chi ha proposto le domande non abbia considerato il fatto che il test è svolto su pc e non su carta quindi non si ha una visione complessiva della prova in modo da poter selezionare velocemente i quesiti di più facile risoluzione per poi passare ai successivi, inoltre mettere i quesiti d’inglese relativi alla comprensione di un brano sparsi tra gli altri risulta più dispersivo con una perdita di tempo inutile”.

Un candidato: “Pur non avendo superato l’esame A26 di Matematica, contrariamente a quello che sostiene  la maggioranza, non sono d’accordo nel contestare la difficoltà delle domande o la mancanza di tempo. Sono un ingegnere e ho preso 54 studiando per 12 giorni, ripartendo da zero, la sera e nei week end. Ovviamente non sono riuscito a ripassare tutti gli argomenti. Credo che questo dimostri che i quesiti non erano impossibili.
Mi sembra che per essere un insegnante delle secondarie si debbano padroneggiare completamente “le Matematiche”, che sono estese e complesse”.

Marco: “Premetto che sono stato bocciato con 64/100. Non ho trovato i quesiti matematici particolarmente difficili, li ho ritenuti fattibili, le domande di informatica semplici (vorrei vedere visto che non ci è nemmeno stato fornito un programma), quelle di inglese non saprei valutare perché non ho nemmeno avuto il tempo di leggerle visti i testi di 10 righe. Ritengo assurdo e vergognoso che non si sia dato un tempo adeguato per la prova, per ragionare, riguardare i problemi, unire le conoscenze alle competenze e trovare la risposta corretta. Facciamo tanta fatica per insegnare matematica e far capire agli studenti che non è un insieme di regole da imparare a memoria ma che è una disciplina che aiuta a ragionare. È evidente che dal ministero cercavano automi e non insegnanti, è stata una prova avvilente. In molti avrebbero fatto molti più punti con un tempo adeguato. Mi chiedo quale sia stato il criterio di selezione, avete scartato di sicuro molti bravi insegnanti”.

Ivan: “Sono un docente precario e, stanco di leggere che il concorso Stem per la classe Matematica a026 era difficilissimo, ho deciso di scrivervi la mia esperienza. È vero, c’erano tante domande, sarebbero serviti secondo me 5 minuti in più, ma erano tutte domande che un ragazzo di 5a liceo scientifico con una preparazione medio alta avrebbe potuto affrontare tranquillamente. Non si parlava di struttura algebriche, gruppi, anelli, corpi, campi, spazi vettoriali, nessuna domanda di storia della matematica, una semplice domanda di probabilità e altrettanto semplice di statistica, e comunque tutti argomenti che si trattano alle superiori. Le domande di informatica erano molto semplici. Io l’ho passato con 82, ma se non l’avessi passato la mia opinione sarebbe rimasta la stessa. Ricordiamo che è sempre comunque un concorso ORDINARIO, che ho trovato molto più semplice dei vecchi concorsi ordinari che si trovano in rete. Ora vedremo l’orale come sarà!”

Matteo: “Ho letto alcune delle testimonianze da voi pubblicate sul nuovo concorso STEM e avrei piacere di contribuire anch’io. Dunque, io ho partecipato alla A26 e, come molti, non sono passato. Premetto che io do da molti anni ripetizioni di matematica a studenti medi ed universitari, facendo loro ottenere buoni risultati, quindi non posso dire di non essere stato preparato per il test. Ciononostante, non è andata. Quello che posso dire è che la difficoltà delle domande non era affatto omogenea: si andava da esercizi banali a domande che richiedevano molto più tempo. In generale, la prova non era difficile: era complessa. In tutto le domande davvero difficili saranno state tre o quattro; molte invece secondo me volevano saggiare l’intuito e la capacità di ragionamento del candidato: impostare i calcoli avrebbe richiesto troppo tempo ma, col senno di poi, si potevano evitare arrivando alla risposta usando l’intuizione. La mia idea è che, appunto, il Ministero volesse saggiare la capacità di problem solving sotto pressione, più che le competenze in sé (che si auspica un laureato in materia possegga). Alla fine, in totale ho fatto solo 58 punti ma già so dove ho sbagliato: ragionando con calma sarei arrivato alla soluzione corretta. Alla luce di tutto, si troveranno con meno candidati promossi rispetto alle cattedre scoperte quindi, mi chiedo: quel è il senso di un test strutturato in questo modo? Io ho sempre odiato gli “esami a crocette” preferendo il classico vecchio compito scritto dove davvero si può valutare la preparazione e la capacità di argomentazione di un docente. Comunque, buona fortuna a quanti si appresteranno a sostenere il test per le altre classi di concorso”.

Rossella: “Sono un’insegnante di matematica della scuola primaria, e posso comprendere la voglia di insegnare questa disciplina a livelli più alti di istruzione. Spesso mi capita di fare notare ai colleghi, anche di ordini superiori di scuola, l’eccessiva difficoltà delle prove di verifica create sui libri e  rivolte agli studenti. Le prove  sono troppo spesso ridondanti di quesiti a risposta multipla, con aggiunta di problemi e calcoli, da risolvere con troppo poco tempo a disposizione. Forse il problema della carenza riscontrata nella formazione delle giovani generazioni in ambito matematico e scientifico è dovuta proprio a questi eccessi di complessità delle prove. L’eccesso di complessità crea in ogni campo uno scollamento con i problemi reali, oltre che una grande difficoltà di comprensione, a scapito di grandi sforzi di concentrazione. Spesso gli studenti riferiscono demotivazione. La matematica deve riacquistare il valore dell’applicabilità al reale, deve essere interessante per tutti e non solo per pochi eletti. Chissà che quest’ultima prova di concorso, purtroppo fallimentare per la maggior parte dei concorrenti, sia servita a costruire nei futuri docenti una maggiore consapevolezza rispetto alla  necessità di cambiare le metodologie di approccio alla disciplina. Si spera vivamente che l’ esame possa essere ripetuto per i molti laureati in matematica e desiderosi di insegnare, che in questa occasione hanno avuto una grande delusione con una prova così difficile. La scuola ha bisogno di docenti preparati ad insegnare la matematica e a valutare le prestazioni degli studenti con buon senso, considerando l’applicabilità delle competenze attese.  Non si può perdere altro tempo, le nuove generazioni sono le risorse umane, che a breve avranno il compito di impiegare le STEM, nel prossimo step del progresso”.

Marina: “Esame sostenuto per A26. Punteggio ottenuto 70/100. Alcune domande non sono riuscita nemmeno a leggerle. Vergognoso a mio avviso che in un concorso per la selezione di docenti, venga incentiva la risposta casuale, perché tanto se sbagli o lasci, sempre 0 punti prendi.  Vergognoso che ci siano stati quesiti che si risolvevano più facilmente testando le risposte che ragionando.  Vergognoso che in un concorso sia premiata non la competenza ma la conoscenza mnemonica di una formula.  Vergognoso che un concorso, messo in piedi in un mese, richieda un livello quasi universitario a docenti che fino a una settimana prima (e magari per molti anni) erano a scuola. E non si venga a dire che queste cose bisogna saperle…perché sfido chiunque dopo qualche anno di insegnamento a scuola a ricordarsi alcuni di quei concetti. Faccio solo notare che la A26 prevede l’insegnamento in istituti professionali dove nel più dei casi in quinto non si terminano neppure le derivate. Negli istituti tecnici si arrivano a coprire sicuramente tutti quegli argomenti ma in maniera superficiale ed elementare.  Purtroppo questo concorso poteva potenzialmente premiare solo i freschi di studi o chi in tre settimane ha potuto rispolverare cose che non faceva da anni. Ma a quanto pare non ha premiato più di tanto nemmeno queste persone”.

Concorso Stem 2021, una candidata: “Ho superato la prova, ma quiz difficili” [VIDEO INTERVISTA]

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