Concorso scuole italiane all’estero, Anief: valgono anche anni precariato, accolto ricorso

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comunicato Anief – Accolto con provvedimento d’urgenza dal TAR Lazio il ricorso Anief volto al riconoscimento degli anni di servizio svolti durante il precariato ai fini dell’accesso al concorso per la destinazione nelle scuole italiane all’estero del personale di ruolo.

Il decreto dipartimentale 2021/19 non consentiva, infatti, la valutazione degli anni di servizio svolti a tempo determinato come utili ai fini del raggiungimento del triennio di servizio richiesto per accedere alla selezione per l’ammissione alla selezione dei docenti da destinare all’estero.

Il ricorso Anief, patrocinato dagli Avvocati Francesca Marcone e Rodrigo Verticelli, ha ottenuto, invece, ragione in tribunale e l’accesso con riserva dei ricorrenti alle prove concorsuali.

“Il mancato riconoscimento del servizio svolto durante il precariato – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è illegittimo perché viola la direttiva comunitaria 1999/70/CE e il relativo Accordo Quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato. Considerarlo non utile ai fini del riconoscimento dell’esperienza lavorativa di un docente richiesta come requisito necessario per l’accesso al concorso per il personale da destinare nelle scuole italiane all’estero è inaccettabile e non potevamo non contestare in tribunale tale determinazione. Un docente precario svolge le medesime funzioni del docente di ruolo e ne acquisisce la medesima esperienza. Il nostro sindacato, ormai da 10 anni, si batte perché l’Amministrazione la smetta di considerare il servizio a tempo determinato come servizio di serie B non solo nei concorsi per le scuole all’estero, ma anche in merito al mancato riconoscimento degli scatti di anzianità, del diritto alle ferie e ai permessi retribuiti e al punteggio integrale e non decurtato nelle graduatorie interne d’istituto dopo il passaggio in ruolo. Con la nostra rappresentatività, di cui a breve attendiamo la ratifica ufficiale, ci batteremo senza sosta per superare tutte queste odiose discriminazioni e per portare anche la voce dei precari ai tavoli della trattativa”.

L’Amministrazione, ora, dovrà correttamente far accedere il personale destinatario del provvedimento del TAR Lazio alle procedure concorsuali ritenendo utile il servizio svolto sul medesimo posto anche se con contratti a termine. Ancora una volta il nostro sindacato ha ottenuto ragione e si è mosso con efficacia per la tutela dei diritti di tutti i lavoratori della scuola.

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