Concorso scuola, una gara in cui vincono i più veloci e fortunati o i più preparati? Lettera

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Inviato da Monica Vanni – Ho visto validi docenti rientrare a casa sconfitti, perché coi loro 50 anni non avevano avuto la velocità mentale di un 25 enne. O non avevano avuto il tempo di imparare quelle 10 domande di inglese e informatica che nella loro vita non avevano mai approfondito.

Questo perché il giovane è più sveglio, è stato mandato a Londra per tre estati da mamma e papà, ha fatto informatica l’altro ieri, alla scuola media e con quelle 10 domande certe ha potuto permettersi il lusso di sbagliare tutto il resto. O di tirare a indovinare quello che mancava.
Tutti sulla pista per la gara di velocità, senza distinzioni di età e di specialità .
Hanno tolto la calcolatrice a matematica applicata, senza neanche lasciare alla competenza vera il suo strumento d’onore: appoggiare il pensiero sul foglio.
Vogliono toglierla anche al resto delle facoltà scientifiche, a matematica, a scienze, a fisica, dove non ci saranno analisi del testo che ci aiuteranno o date storiche che ci salveranno, ma solo problemi a quattro passaggi senza poter appoggiare i dati sulla carta.
Complimenti. Vinceranno i più veloci o i più fortunati o quelli che finalmente faranno fruttare la vacanza a Londra di mamma e papà.
Così la gara di velocità ha perduto anche le regole e la dignità.
Ed ora vogliono creare uno straordinario in cui entra solo il dio stato tagliando fuori le paritarie e commettendo una delle più gravi discriminazioni della scuola. Una delle più gravi discriminazioni della storia. Chissà poi perché le paritarie sono bandite, chissà perché sono escluse, chissà chi ha deciso di far crollare il ponte che ha sempre permesso una comunicazione con lo stato.
Abbiamo chiesto la partecipazione per avere almeno un’abilitazione ma ci è stata negata. Ci è stato negato tutto. E adesso noi siamo perduti.
Perché chi non vincerà il concorso sarà superato da tutti quelli che entreranno in graduatoria con il grande e affollatissimo straordinario, centinaia di numeri saltati al supermercato della scuola, dove il 215 passerà davanti al 3 e il 3 non potrà più insegnare . Non potrà più fare il lavoro che ha svolto dignitosamente per 15 anni, il lavoro che ama e che non si era scelto per mancanza di alternative, perché spariranno le gps, spariranno le speranze, sparirà il futuro.
Ma tanto noi precari maturi tra 15 anni andremo in pensione, dobbiamo lasciare spazio ai giovani. Ce lo grida qualche partito , ce lo grida il ministero, ce lo grida Bianchi e tutti i neo docenti con i baffi sporchi di nutella.
Spero per tutti noi che Dio ci aiuti, perché lo stato non lo farà e se non andrà bene ci dovremo accontentare della salute, sperando che tutti avremo la fortuna e il tempo di possederla.

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