Concorso Scuola: traccia svolta sulla “complessità come sfida per la conoscenza”. Da Edises un nuovo omaggio per i clienti

Os consiglia Edises: un esempio di risposta sintetica a una possibile traccia d’esame per esercitarsi alla prova scritta del prossimo Concorso nella Scuola. La sintesi è tratta dal Manuale sulle Avvertenze Generali del concorso a cattedra

Os consiglia Edises: un esempio di risposta sintetica a una possibile traccia d’esame per esercitarsi alla prova scritta del prossimo Concorso nella Scuola. La sintesi è tratta dal Manuale sulle Avvertenze Generali del concorso a cattedra

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“L’argomento trattato è la conoscenza quale sfida, quale mezzo e fine per concepire e accogliere l'ipercomplessità del reale. Laddove i sistemi educativi, come individuato dal filosofo francese Edgar Morin, finalizzano l’azione formativa alla conoscenza e alla spiegazione di contenuti chiari e certi, la sfida della conoscenza moderna trova la sua ragion d’essere nello sforzo di chiarire, definire e interpretare la complessità.” Così spiega la scelta della traccia Valeria Crisafulli, direttrice editoriale della Edises e curatrice dei manuali per Scuola dell’Infanzia e Primaria e Sostegno didattico.

La traccia

Vivere è il mestiere che voglio insegnargli”: prendendo spunto dalle parole di J.J. Rousseau riprese dal sociologo francese Edgar Morin, il candidato spieghi come si rende possibile, oggi, per l’insegnante promuovere la conoscenza e, al contempo, insegnare all’allievo ad affrontare il rischio dell’errore e dell’illusione nella ipercomplessità della realtà attuale.

L’insegnamento del sapere deve andare di pari passo con l’insegnamento al vivere affrontando il rischio dell’errore e dell’illusione spesso conseguenti agli errori del pensiero, per dirla con Morin, binario, disgiunto, parziale. Ecco perché risulta di fondamentale importanza fornire strumenti, principalmente di pensiero, che consentano agli studenti di accogliere la complessità insita nel reale, così da poter affrontare le contraddizioni senza eluderle, favorendo in tal modo la piena realizzazione e il completo soddisfacimento di inclinazioni, attitudini e talenti personali.

Nel pensiero di Morin, la riforma dell’educazione implica la riforma del pensiero, che si pone come riforma della stessa vita: necessari appaiono, pertanto, il dialogo, il dibattito, il confronto. Contro ogni pensiero preformato che tenda a ridurre e appiattire un pensiero “complesso”, il filosofo francese ci esorta, piuttosto, ad accettarne la sfida così da rendere possibili e attuabili percorsi di comprensione dell’altro da sé.

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Se formare è più importante che in-formare ne consegue che la riforma del pensiero, nell’organizzazione della conoscenza, favorisce il pieno impiego dell’intelligenza nella sua totalità, in una concezione dell’essere umano quale soggetto e oggetto della conoscenza.

La sfida dell’ipercomplessità si traduce, pertanto, in sfida culturale, sociologica, civica; bisogna sforzarsi di comprendere che tutto si connette al tutto, secondo una visione paradigmatica anziché pragmatica dei saperi che si vorrebbero e che si considerano parcellizzati; apprendere a vivere significa affrontare l’incertezza, l’errore, la disillusione: il pensiero dovrebbe abituarsi a globalizzare informazioni e conoscenze, abbandonando il pensiero chiuso e parcellizzato, nella visione futura di formare cittadini, ora allievi, in grado di affrontare sfide e problemi contestualizzati e propri del loro tempo.

La scuola deve abituare gli allievi a ragionare in termini di complessità e globalità, educarli alla complessità della realtà mutevole e in continuo divenire, secondo un processo di analisi critica di ciò che si è appreso, al fine di poter acquisire abilità e competenze, nel lungo cammino dell’imparare ad imparare per favorire la costruzione di una mente aperta, rendendo possibili occasioni continue di crescita e di apprendimento di fronte a situazioni difficili e sfide complesse e concentrando, da parte dell’insegnante, l’attenzione non su “cosa” l’allievo apprende, ma su “come” apprende. Ecco, in definitiva, in cosa consiste il ruolo dell’insegnante: formare, costruire e potenziare le capacità che gli alunni useranno domani.

Una trattazione più approfondita della traccia può essere letta qui