Concorso scuola per soli titoli sarebbe stato accettato dagli abilitati. Lettera

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Egregio Sottosegretario Davide Faraone, ho appena letto il suo commento alla fatidica foto della lavagna (http://bit.ly/OnFaraoneLavagna) e l’articolo pubblicato su Orizzonte Scuola (http://bit.ly/OnFaraoneOS): innanzi tutto mi permetto di indicarle che i punti oggetto della contestazione non sono solo 2.

Egregio Sottosegretario Davide Faraone, ho appena letto il suo commento alla fatidica foto della lavagna (http://bit.ly/OnFaraoneLavagna) e l’articolo pubblicato su Orizzonte Scuola (http://bit.ly/OnFaraoneOS): innanzi tutto mi permetto di indicarle che i punti oggetto della contestazione non sono solo 2.

I due a cui lei fa riferimento sono quelli emersi grossolanamente durante queste procedure preliminari alla prova concorsuale vera e propria, ma già ne abbiamo ravvisati ben altri 12, che sono stati adeguatamente motivati e sottoscritti da oltre 32000 persone. Può leggere dettagliata descrizione di tutte le 12 criticità ravvisate al seguente link:

http://bit.ly/StopAlConcorsoTruffaPetizione

Tuttavia, ci premerebbe conoscere il motivo per il quale lei parli di “fantasiose ricostruzioni” e si vanti di aver messo su questa “macchina poderosa” che nessuno vuole (né gli abilitati perché obbligati a fare il concorso, né i non abilitati perché impossibilitati ad accedervi) al costo di circa 300 Milioni di euro (ndr. presi dalle tasche degli Italiani). Difatti, a costo ZERO, esistevano già graduatorie stabilite dallo Stato che, nel rispetto della storia formativa e professionale di ogni docente, avrebbero permesso di indire un concorso pubblico per soli titoli, la cui legittimità è garantita dal DPR 487/94 che si esprime proprio in merito all’accesso nel pubblico impiego e che, quindi, avrebbe fatto risparmiare circa 300 Milioni di euro, rispettando anche la stessa L.107 e il relativo comma 181 che prevede la fase transitoria in deroga alle nuove vie di accesso al ruolo.

Rispetto, comunque, alle “fantasiose ricostruzioni […] faziosamente contestate” si rammenta che:

1) aver raddoppiato il compenso dei commissari e averli portati a ben 2 €/ora (sic! Cfr. http://bit.ly/CompensiOS e http://bit.ly/CompensiCorriere ) continua ad essere oltraggio alle professionalità del comparto scuola, di cui si viola la dignità non solo per una questione puramente economica, ma soprattutto perché non si ascolta il messaggio di migliaia di professionisti che, al giorno d’oggi, ancora non si sono voluti rendere disponibili per la costituzione delle commissioni (ndr. un motivo ci sarà!). Sarà pure faziosa – solo a suo dire – ma il rispetto delle regole non può valere a piacimento: da voi tanto decantato nel difendere il concorso, pur essendo in netta contraddizione con il comma 181 lettera b punto 5 della stessa 107 che prevede “una disciplina transitoria in relazione ai vigenti percorsi formativi e abilitanti e al reclutamento dei docenti nonché in merito alla valutazione della competenza e della professionalità per coloro che hanno conseguito l’abilitazione prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui alla presente lettera”.

Da uomini di cultura, ci pare opportuna almeno una riflessione su questo punto, o vorrebbe offendere ulteriormente le nostre intelligenze sostenendo che tale concorso sia ciò che viene definita “fase transitoria”? Tutto ciò, nonostante l’onesta intellettuale di chi già si è espresso in merito, ed è proprio un Sottosegretario del suo stesso settore, del MIUR: http://bit.ly/SottosegretarioMiurDOnghia.

Ovviamente, rispetto al buonsenso, notiamo ormai da troppo tempo che non entriate nel merito delle scelte ma vi limitiate solo all’autoreferenziato cameratismo di partito, così come già ampiamente dimostrato dal seguente video: http://bit.ly/VergognaPD quindi ci stupiremmo del contrario.

2) Fossero pure 14,9 i giorni anziché 15, la violazione del bando è chiara, così come recita l’articolo 7 comma 1 “L'elenco

delle sedi d'esame, con la loro esatta ubicazione, con l'indicazione della destinazione dei candidati distribuiti in ordine alfabetico e le istruzioni operative, è comunicato dagli USR responsabili della procedura concorsuale almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove tramite avviso pubblicato nei rispettivi Albi e siti internet”.

Tale violazione è documentata dal seguente file: http://bit.ly/ClassiDifferenziali oltre che da tanti articoli facilmente reperibili in rete. Capisco che a voi poco importi, e che sia facile parlare faziosamente di “100 metri”, ma queste differenze hanno comportato in svariati casi cambi di treni, aerei e alberghi a spese – ovviamente – dei docenti. La domanda che nasce spontanea è: ma se a sbagliare qualcosa fosse stato un docente, avreste detto “sono solo due giorni di differenza e 100 metri”? Ci dispiace ammettere che non crediamo che questo possa essere possibile, evidentemente perché il “paese dei balocchi” ormai lo viviamo da troppo tempo. E poi, è proprio sicuro che questi “pochi giorni” non permettano successivamente alle prove di effettuare un ricorso che invalidi tutto con buona pace dei docenti che hanno partecipato?!? Mi permetta di avere dei dubbi in merito…

3) La cosa più preoccupante è l’ostinazione con cui si procede: sentenze pendenti (ricordiamo che la giustizia si deve esprimere nel merito della costituzionalità con il rischio di invalidare tutta la procedura cfr. http://bit.ly/AniefXTarBuonaScuolaIncostituzionale http://bit.ly/AniefXTarBuonaScuolaIncostituzionale ), posizioni dei presidi, posizioni di migliaia di docenti, a nulla valgono rispetto al diktat “La buona scuola deve fare il suo corso”. Tale ostinazione potrebbe ulteriormente portare alla violazione di altri punti del bando, ma ai posteri l’ardua sentenza…

Giova ricordare, infatti, che l’art.7 comma 5 del bando recita testualmente: “La vigilanza durante le prove d'esame è affidata dall'USR agli stessi membri della commissione esaminatrice, cui possono essere aggregati, ove necessario, commissari di vigilanza scelti dal medesimo USR.” Non ci sarebbe bisogno di questo per sapere, per chi è avvezzo ad essere membro di commissione di esami ufficiali, che la commissione si deve insediare PRIMA dell’inizio delle prove concorsuali. Inoltre, lo stesso comma 6 “In caso di assenza di uno o più componenti della commissione giudicatrice del concorso, la prova scritta ovvero scritto-grafica si svolge alla presenza del comitato di vigilanza” contempla “l’assenza” ed ovviamente rammentiamo – anche se non dovrebbe essercene bisogno, ma mai porre limiti alla provvidenza… –che l’assenza implica una presenza ex ante, cioè che il commissario faccia già parte della commissione (proprio per tale motivo può risultare “assente” ed essere sostituito).

4) Avete tracciato una linea, lei stesso dice, “per mettere ordine”. Peccato che questa linea abbia lasciato dentro persone che non avevano mai insegnato (settembre 2015) e non si stia curando di attuare strategie correttive nella più totale cecità di governo per chi insegna da decine di anni (26 febbraio 2016, data di pubblicazione del bando). Si usa come elemento discriminante la data di conseguimento dell’abilitazione e si fa il gioco subdolo di palleggio tra concorso de iure e concorso de facto: solo un ignorante che non conosce il mondo della scuola porterebbe avanti una tale teoria a fronte di graduatorie preesistenti che non vengono minimamente rispettate. In tal senso, per non ripetermi ulteriormente, mi permetto di lasciare alla sua attenzione alcuni contenuti già ampiamente argomentati http://bit.ly/OrizzonteScuola http://bit.ly/RispostaOnCoscia http://bit.ly/PostOnCoscia http://bit.ly/RispostaOnMalpezzi

E la invito a prendere visione del seguente sondaggio il cui risultato è espressione dei pareri di un campione di circa 3000 persone in tutta Italia che si esprimono rispetto alle vostre scelte in ambito scolastico: http://bit.ly/SondaggioRenziMiurPD

5) Lei parla espressamente parla di 180.000 docenti che entro il 2018 lasceranno il precariato: a meno che non sia un ulteriore colpo di spugna, tale sua affermazione non fa altro che confermare le nostre tesi. O è sbagliata, oppure a fronte di 165000 docenti iscritti a tale concorso si sarebbe potuto procedere risparmiando 300 Milioni di euro e utilizzando il DPR già ampiamente citato per un’immissione in ruolo distribuita sui tre anni, nel rispetto della fase transitoria della 107, per poi applicare il nuovo percorso di accesso in ruolo, rispettando così la situazione preesistente. È ovvio che una scelta di buonsenso (risparmiare 300 Milioni di euro!!!) è da prendere nel caso in cui non ci siano interessi specifici: tali interessi potrebbero essere rappresentati da un’operazione di svecchiamento della scuola, effettuata proprio ribaltando le graduatorie preesistenti (motivo per il quale a queste graduatorie non si vuole dare importanza, in totale violazione del rispetto della storia personale e professionale dei docenti…), oppure altri interessi a noi comuni mortali insegnati incomprensibili, ma in merito a questi non entriamo, limitandoci a citare qualche articolo che ci desta preoccupazione: http://bit.ly/CinecaTruffa http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/11/scuola-concorsone-2016-gestito-dal-cineca-ministro-si-rivolga-al-mercato-non-a-chi-ha-fatto-cilecca/2451249/

6) Terminiamo questo elenco argomentato con l’ultimo punto. Sappiamo bene che sarà tutto inutile, come qualsiasi altra argomentazione da noi già addotta a supporto del buonsenso e della ragione contro il nonsenso imperante: già avete ampiamente dimostrato il desiderio di non entrare nel merito delle scelte, ma semplicemente la volontà dì procedere a tutti i costi nonostante tutto e tutti. Ma ci permettiamo un’ulteriore considerazione: si indice questo concorso nel periodo peggiore della scuola! I migliori docenti sono impegnati sia in attività di docenza, sia in attività di vario genere nella partecipazione a vario titolo alla governance distribuita della scuola che, al finire dell’anno, rappresentano un carico notevole. Ma ovviamente a voi poco importa, perché evidentemente importa altro…

A fronte di tutto ciò, diciamo solo che, buonsenso vorrebbe che sul ciglio di un precipizio si faccia un passo indietro: sarebbe dimostrazione di intelligenza, sia politica che sociale.

L’andare avanti non significa altro che, dentro quel precipizio, si vuole cadere a tutti i costi, evidentemente per gettarvi dentro qualcuno o qualcosa: si spera che non sia la Scuola, quella Buona e Vera.

Per il movimento spontaneo “In-Segnanti Uniti” – Prof. Ing. Alfredo Pudano – promotore e primo firmatario della petizione

Stop Al Concorso Truffa

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