Concorso scuola. Se verrà annullato a seguito dei ricorsi le spese processuali dovranno essere a carico del Miur. Lettera

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Poiché è da mesi che si denunciano pubblicamente tutte le criticità del concorso, purtroppo rimaste inascoltate dal Governo e dal Miur, che ci hanno lasciato senza risposta ai numerosi quesiti presentati (anche attraverso diverse interrogazioni parlamentari), a questo punto ciò che sarebbe auspicabile in un Paese civile è la seguente:

Poiché è da mesi che si denunciano pubblicamente tutte le criticità del concorso, purtroppo rimaste inascoltate dal Governo e dal Miur, che ci hanno lasciato senza risposta ai numerosi quesiti presentati (anche attraverso diverse interrogazioni parlamentari), a questo punto ciò che sarebbe auspicabile in un Paese civile è la seguente:

Se il concorso dovesse essere annullato NON IN AUTOTUTELA (come giusto che sia) da parte del Miur, MA venisse annullato A SEGUITO DEI RICORSI presentati (inevitabili in quanto ci avete costretto, nonostante la macroscopica evidenza degli innumerevoli errori commessi e nonostante gli innumerevoli appelli e richieste di chiarimento), spero proprio che le spese processuali venissero addebitate per intero al Ministro, al Miur e a tutti i responsabili, perché non è assolutamente concepibile un concorso :

  • improvvisato e con regole fortemente opinabili (Fase transitoria niente, vero? Possibilità di impostarlo per soli titoli niente, vero? Doppio canale per abilitati e non abilitati niente, vero?);

  • computer-based ma senza le necessarie regole di sicurezza informatica , la cui pubblicazione (o comunque deposito) doveva avvenire prima della pubblicazione del bando. E i risultati nefasti si stanno vedendo: se anche uno solo dei concorrenti avesse perso i dati, non andrebbe invalidata l'intera procedura? Chi recupererà quello che aveva scritto e perso il concorrente? Anche consentendogli di rifare la prova, un recupero a posteriori come potrebbe mai garantire la stessa risposta del concorrente (meglio la prima o la seconda?), l'imparzialità di giudizio e la tutela degli altri controinteressati? Se poi qualcuno si permettesse di dire che non è necessario che in un concorso le prove si svolgano in contemporanea, a questo punto sarebbe semplicemente da constatare e prendere tragicamente atto che è tutto relativo e che le regole definite “certe” non sono assolutamente tali;

  • computer-based, ma paradossalmente con una tabella di valutazione dei titoli soggettiva piuttosto che oggettiva , che premia chi ha una certificazione linguistica piuttosto che una informatica, creando di fatto una disparità di trattamento nei confronti dei cittadini italiani mai vista prima (fino a ieri venivano valutate nell'accesso al mondo della scuola tutte le competenze acquisite, oggi si preferisce favorire una categoria piuttosto che un'altra);

  • computer-based ma con l'obbligo per i concorrenti di pensare e scrivere direttamente in bella , in quanto non viene concessa la possibilità di organizzare le idee in un foglio di carta o, quantomeno, di poter scrivere i propri pensieri di getto e poi riorganizzarli con un semplice e ovvio taglia-e-incolla. No, no, noi dobbiamo scrivere tutto secondo la sequenza logica, senza possibilità di tornare sui nostri passi. Mi dispiace far notare al Ministro che non siamo dei robot e non siamo stati ancora programmati per questo tipo di operazioni (grazie a Dio, direi);

  • senza criteri di valutazione oggettivi: dove sono le griglie "standard"? Se il Ministro conoscesse la definizione di "standard" dovrebbe anche essere in grado di citare quali sono le griglie normate e depositate come standard internazionali-europei- italiani. Ribadiamo “standard” e non prese da qualche vecchia circolare un qualsiasi documento che non ha valore giuridico: il valore giuridico si sarebbe acquisito con la pubblicazione delle stesse contestualmente al bando del concorso, ma ormai non è più possibile rimediare, a meno di pensare di prenderci ancora in giro con una nuova trovata che viene fuori dal cilindro magico;

  • con commissioni incomplete e calendari pubblicati il giorno prima ;

  • che calpesta la dignità umana di docenti già ampiamente valutati da rappresentanti del mondo universitario, della scuola e del Miur stesso;

  • che sperpera enormi quantità di denaro pubblico (la soluzione semplice, economica e che non prestava il fianco a dubbi di natura clientelistica c'era, si trova nella Costituzione, ma qualcuno si è fermato a leggere solo le prime parole, dimenticandosi le altre (“concorso per soli titoli”).

… e pensare di farla franca con un arrogante "ci appelleremo in tutte le sedi" .
Sono questi i principi di buon andamento ed economicità della Pubblica Amministrazione che pensano di portare avanti i suddetti soggetti?
Potete appellarvi benissimo, ma con i vostri soldi.

Siamo stanchi di menzogne, umiliazioni e arroganza.

Federico Corsini

docente precario

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