Concorso scuola, prova di inglese. Tutta la delusione dei candidati. Lettera

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inviata da Sabrina Bottari –  vi scrivo per aggiungermi anch’io al coro delle proteste riguardo all’esame di cui in oggetto, da me sostenuto al turno mattutino il 16 marzo ad Alzano Lombardo.

Inizierei con l’ingiustizia di suddividere i candidati in due turni, uno la mattina alle 9 (con registrazione alle 8) e uno al pomeriggio alle 14.
Questo in primo luogo perché io, che sono di Milano centro, ho dovuto svegliarmi alle 6.30 e farmi un’ora di traffico e autostrada per arrivare ad Alzano Lombardo (sopra Bergamo) arrivando già stanca prima ancora di iniziare, mentre quelli del turno pomeridiano hanno potuto svegliarsi e fare tutto con calma e arrivare sicuramente più riposati, ma questo non è così importante. In secondo luogo, e soprattutto, perché in questo modo i candidati del pomeriggio hanno potuto sapere in anticipo su cosa verteva l’esame e hanno potuto (per quanto possibile) almeno ripassare le classi del framework (CEFR) che costituivano gran parte della prova. Ma i concorsi statali non dovrebbero, per correttezza, svolgersi tutti contemporaneamente?

E ora veniamo al dunque, e cioè il contenuto della prova. So che già molti ve l’avranno descritta, quindi non sto a dilungarmi. Mi chiedo solo quale persona sana di mente possa aver concepito un esame del genere, per il quale era IMPOSSIBILE prepararsi.
Io sono bilingue (italiano/inglese), come tutti gli altri candidati ho una laurea specialistica e ho frequentato il corso F24, e nonostante questo sono uscita dall’aula d’esame ridendo per non piangere. Ho finito l’esame dopo mezz’ora e sono rimasta un’ora e 10 minuti a guardare il computer, in quanto anche se avessi riletto le mie risposte altre 100 volte non sarebbe cambiato niente perché non avrei comunque saputo rispondere.

Le cinque, ripeto CINQUE (su 50) domande di inglese proposte nel test erano di una facilità imbarazzante, e le cinque domande di letteratura erano invece di un’assurdità assoluta. Ci si aspettava che noi sapessimo riconoscere un libro a caso nella totalità della letteratura inglese e americana da una singola frase. Ora, nel caso dei due incipit ci sono riuscita, ma nei casi delle due frasi a caso (entrambe di Orwell e tra l’altro entrambe di due libri che ho letto, ma che purtroppo non conosco a memoria come invece a quanto pare la commissione che ha stilato le domande riteneva fosse scontato) e del sonetto di Shakespeare da completare (ne ha scritti 154, anche questi purtroppo non li so tutti a memoria), mi sono trovata in difficoltà.

Sulle altre (quale cavo attaccare, quale dicitura di sito è giusta, le 16 domande sul CEFR e le altre di pura linguistica e metodologia che NON erano incluse nel programma proposto nel corso F24 dell’Università degli Studi di Milano, che io ho frequentato e di cui ho sostenuto l’esame) preferisco sorvolare perché le trovo di un’inutilità e un’ottusità tali che non vale la pena parlarne e mi viene la rabbia solo a pensarci.

A questo punto mi chiedo cosa esattamente volessero verificare i personaggi che hanno ideato la prova. Gli interessava scoprire se io, che devo andare a insegnare INGLESE (come tra l’altro ho già fatto come supplente, con grande soddisfazione mia, degli alunni e dei genitori) so quale cavo attaccare alla LIM, se so se una persona che sa scrivere un’e-mail è livello A2.1 o A2.2, se so citare Shakespeare a memoria, oppure se conosco la grammatica, gli idiomi, le strutture della lingua che devo insegnare, so comprendere e rielaborare un testo, conosco le principali correnti letterarie e le opere più famose (ma non riconoscendole da una frase, bensì magari dalla trama) e so come comportarmi e quali attività svolgere all’interno di una classe?

Come possiamo far giungere le nostre lamentele a chi di dovere e, nel caso, sostenere un’altra prova o trovare una qualche soluzione a questa situazione che ha davvero dell’assurdo?

Vi ringrazio comunque per averci dato un luogo dove sfogarci, speriamo che serva a qualcosa.

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