Concorso scuola, prime graduatorie: pochi vincitori e molti posti vuoti. “Carenza di competenze” o colpa delle crocette?

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Sono in pubblicazione le prime graduatorie del concorso ordinario di scuola secondaria di primo e secondo grado. I dati sono più che parziali, trattandosi di un concorsone per molte classi di concorso, ma già rendono l’idea dei risultati, ricordando anche il numero elevato di candidati bocciati alle prove scritte.

Dai primi risultati pubblicati dalla nostra redazione, emerge un dato: pochi vincitori rispetto ai posti messi a bando. Per la classe di concorso A042, Scienze e tecnologie meccaniche, in Lombardia, ad esempio, per 107 posti ci sono soltanto 21 vincitori, con 86 posti che restano quindi vuoti.

Le graduatorie non sono una sorpresa se si ricordano le tante denunce fatte dai candidati in questi mesi e i dati degli ammessi alle prove orali. Si attendono le graduatorie per la maggior parte delle classi di concorso relative a questa procedura, ma se il buongiorno si vede dal mattino, non ci si aspettano dati molto differenti.

Il concorso è stato e continua ad essere oggetto di critiche, specialmente per le modalità di svolgimento: le crocette.

In prima linea per l’eliminazione dei quiz a risposta multipla il M5S: “Eliminare i test a crocette dalle prove del concorso, inidonei a valutare la qualità degli insegnanti“, scrivono in una nota sugli emendamenti al Pnrr i senatori e i deputati pentastellati delle commissioni Cultura del Senato e della Camera.

Duro contro le crocette anche il senatore Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega e vicepresidente della commissione Cultura a Palazzo Madama: “Gli attuali concorsi della scuola basati su quiz a crocette hanno dimezzato, quando non addirittura ridotto a un terzo, la percentuale dei docenti che solitamente superano la prova“.

Con la riforma del reclutamento docenti, decreto 36 del 30 aprile, si dirà addio alle crocette non prima del 2025. I quiz saranno ancora i protagonisti nelle procedure concorsuali della fase transitoria.

Un problema di competenze?

Un articolo apparso oggi sul Corriere della Sera affronta le problematiche dell’ambito posto fisso, del flop dei concorsi e delle dimissioni dei dipendenti pubblici. E a proposito del fallimento dei concorsi, ricorda quelli più recenti della scuola, ponendo la questione dei bocciati conseguenza di “una carenza diffusa di competenze”:

Il problema che lo Stato deve affrontare – si legge -, ovvero la mancanza di figure professionali dietro gli sportelli pubblici e nei posti da funzionari, problema che, stando a quanto detto da Giovannini, nei prossimi anni prenderà forme preoccupanti, riguarda anche una carenza diffusa di competenze. Bastano due esempi per capirlo. Il primo riguarda il concorso per la scuola, che ha visto un tasso di bocciati che in alcuni casi ha sfiorato il 90%. Delle 230 procedure (circa il 38% di quelle previste) di cui attualmente si conosce il numero di ammessi all’orale, la percentuale di chi è stato bocciato – al lordo di chi non si è presentato alla prova – è dell’87%. Per le discipline STEM è anche peggio: sono 20 i risultati degli scritti attualmente noti delle 75 procedure previste e la percentuale di ammessi all’orale è solo dell’11,3%, dunque quasi l’89% di chi ha tentato la prova è risultato inidoneo“.

Sicuri si tratti di carenza di competenze da parte dei docenti o, come si è detto sopra, è il sistema che non ha funzionato? D’altra parte i precari che vi hanno partecipato sono coloro che per anni hanno insegnano nelle aule, mandando avanti la scuola stessa.

Come detto da Bernocchi, Cobas scuola, in una recente intervista, “non si capisce perché un docente dovrebbe andare bene per insegnare anche 7 anni per poi dirgli che deve fare un’altra procedura“.

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