Concorso scuola, Pittoni (Lega): “Il reclutamento che propongo non prevede test a crocetta” [VIDEO]

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Il fallimento dei test “a crocetta” per selezionare i docenti, in alcuni casi con oltre il 90 per cento di bocciati, era prevedibile. È vero che fanno risparmiare soldi e tempo all’Amministrazione, ma sul risultato gioca un ruolo preponderante la fortuna. Non a caso la nostra proposta di riforma del reclutamento degli insegnanti già consegnata al ministro, li esclude”

Lo ha detto ad Orizzonte Scuola Tv il senatore Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega e vicepresidente della commissione Cultura a Palazzo Madama, che spiega: “La fase transitoria di tale proposta prevede un piano riservato ai docenti precari di lungo corso, categoria per categoria, normandone il percorso formativo per l’abilitazione e l’eventuale specializzazione sul sostegno, con accesso finale al ruolo. Il concorso ordinario, con procedura semplificata per garantire cadenza regolare e ravvicinata nel tempo, presta invece particolare attenzione a conoscenze disciplinari e capacità comunicativa e relazionale. Nessuna prova preselettiva e nessun test a risposta chiusa, cioè niente selezione a crocetta. Del docente vanno valutate attitudine, capacità e maturità”

“Di conseguenza la prova scritta consiste in un insieme di quesiti/tracce che richiedono l’elaborazione di un breve saggio strutturato. Condizione per l’ammissione è il titolo di studio congiunto all’abilitazione all’insegnamento, che si consegue con un percorso formativo accademico di 60 CFU. Oltre allo scritto a carattere disciplinare con sviluppo di tematiche particolari, è previsto un orale consistente nella simulazione di un’unità didattica. In parallelo al sistema concorsuale ordinario viene istituita una procedura d’assunzione in ruolo utilizzando le graduatorie dei supplenti. La formazione inizia con la stipula del primo contratto a tempo determinato fino al raggiungimento delle tre annualità di servizio, che comporteranno il diritto all’acquisizione dell’abilitazione all’insegnamento previa frequenza e superamento di un corso accademico, e il diritto di partecipare a una procedura concorsuale abbreviata consistente nell’espletamento di una prova orale (simulazione di una lezione) e – conclude Pittoni – nella valutazione dei titoli”.

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