Concorso scuola, Malpezzi su riforma: precarizzazione a Sud e poche assunzioni a Nord

di Antonio Casa
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La senatrice Simona Malpezzi (Pd) a orizzontescuola.it sulle novità inserite nella legge di Bilancio di prossima votazione alle camere: al Sud pochissimi posti, al Nord tante cattedre quest’anno sono vuote per le assegnazioni in deroga, ma il titolare c’è già. Dubito che le nuove immissioni saranno più numerose

“Così come è stato annunciato nel testo della legge di Bilancio presentato alla Camera, il nuovo reclutamento dei docenti non varrà nuovi posti di lavoro, ma aumenterà il precariato soprattutto al Sud”. Parola di Simona Malpezzi, senatrice Pd esperta di scuola, componente della commissione Istruzione di Palazzo Madama, già insegnante.

Senatrice, perché afferma questo?

“Perché da quello che leggo sui mezzi di comunicazione (il testo arriverà in Senato dopo l’approvazione alla Camera dei deputati, ndr) il Governo sta facendo tutto e il suo contrario. Faccio un esempio: da un lato ha consentito a migliaia di docenti di ruolo del Sud di tornare a casa per un anno tramite l’assegnazione provvisoria su posto di sostegno in deroga, dall’altro annuncia nuovi concorsi paventando la copertura dei posti vacanti al Nord, come nel caso della Scuola per l’Infanzia e la Primaria. Solo che nei fatti ha negato ai numerosi precari del Sud di avere almeno un anno di supplenza, mentre i posti oggi in assegnazione al Nord non potranno essere ricoperti da nuove assunzioni, perché il posto ha già un titolare.”

Il ministro dice che così si attenuano i disastri dell’algoritmo della legge 107/2015, varata dal centro-sinistra…

“Da quest’anno, chi è stato assunto nel 2015 ha potuto presentare domanda di trasferimento da Nord a Sud. Ora il governo che fa? Vuole portare da tre a cinque gli anni di permanenza nella scuola dove si verrà assunti. Ovvero: bloccheranno la mobilità, con tutte le conseguenze che ciò comporterà alle famiglie dei docenti.”

L’abolizione degli ambiti territoriali e della chiamata diretta dei dirigenti? Almeno sarà d’accordo…

“Porterà al disastro, invece. La chiamata diretta, com’è stata falsamente denominata, in realtà era una chiamata per competenze. Fino allo scorso anno, consentiva al dirigente scolastico di una determinata scuola di scegliersi alcuni docenti aventi determinate caratteristiche e professionalità, previste nel Piano triennale dell’offerta formativa, come nel caso di figure necessarie nella didattica inclusiva per alunni stranieri. Chi dice che alcuni presidi se ne sono avvalsi per sistemare “cognati e cugini” mette in giro bugie, perché i dirigenti sapevano di essere a loro volta valutati. Quindi nessuno di loro avrebbe rischiato sanzioni e trasferimenti per consentire a qualcuno di avvicinarsi a casa. Noi avevamo consentito ai dirigenti di andare oltre le graduatorie e di scegliersi i docenti che servivano per realizzare il Ptof, come avviene nei Paesi dove il sistema scolastico è ai primi posti nel mondo.”

Cosa non la convince sulle previste modifiche alla 107?

“Lo smantellamento del Fit, per esempio. Noi siamo contrari al mancato tirocinio per i nuovi immessi. Il concorsone cui si darà accesso ai laureati con 24 Cfu è un modello errato. Anziché andare avanti, stanno riportando la scuola indietro di decenni. Poi non capisco l’atteggiamento del Movimento 5 stelle, che nella scorsa legislatura ha votato molte delle norme che oggi vuole sconfessare”.

Però molti giovani laureati potranno tentare il concorso. Bussetti vuole svecchiare l’età media dei docenti che oggi supera i 50 anni…

“Guardi che con la laurea e i percorsi previsti dalla legge 107 io ho visto molti 27enni entrare di ruolo e preparati a stare in cattedra. Immagini cosa succederà quando a scuola arriverà chi non avrà questa preparazione, senza neanche i due anni di tirocinio che avevamo inserito! Per fare il docente servono competenze, non soltanto conoscenze. Ecco, l’insegnante italiano del futuro avrà con sé un bagaglio di conoscenza e nient’altro. E’ questa la qualità alla quale aspiriamo per la formazione dei nostri alunni? Io dico di no e col tempo se ne accorgeranno anche gli alunni e i loro genitori.”

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