Concorso scuola, in Sardegna “viaggi della speranza” per le prove orali. La Gilda denuncia: “Spese ingenti”

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Dopo anni di precariato e sacrifici, con la speranza di un posto fisso sempre accesa, per circa 600 insegnanti sardi arriva l’ennesima beffa: la fase orale del concorso scuola Pnrr si svolgerà fuori dalla Sardegna, costringendoli a viaggi costosi e disagevoli.

Tra maggio e giugno, infatti, dovranno affrontare la fase orale del concorso, ma per la maggior parte delle discipline la sede d’esame non sarà in Sardegna. Toscana, Campania, Emilia Romagna, Liguria: queste le regioni designate per lo svolgimento delle prove, costringendo i docenti a costosi e complessi viaggi, con dispendio di tempo e denaro.

Viaggi della speranza e costi insostenibili

A La Nuova Sardegna, Gianfranco Meloni, coordinatore regionale della Gilda, parla di “autentici viaggi della speranza”, sottolineando l’impatto negativo su chi deve assentarsi dal lavoro e sostenere spese ingenti per raggiungere le sedi d’esame.

Casi critici e disagi per la salute

La situazione è particolarmente difficile per chi, come una docente di filosofia con sclerosi multipla, deve gestire una condizione di salute delicata. Meloni denuncia la mancanza di tutele e la cinica organizzazione del concorso che ignora le esigenze di chi ha problemi di salute.

Disparità e appello al nuovo governo regionale

Il trattamento riservato ai docenti sardi è iniquo e ripropone le difficoltà già vissute in precedenti concorsi. La scelta di sedi d’esame lontane, con scarsa connessione con l’isola, rappresenta un ostacolo insormontabile per molti aspiranti al ruolo. La Gilda auspica un intervento del nuovo governo regionale per avviare un dialogo con le parti sociali e trovare soluzioni che garantiscano equità e rispetto per i docenti sardi.

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