Concorso scuola docenti, voglio far giudicare la mia prova ad un’altra commissione

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Troppa fretta, inesperienza, retribuzione non corrispondente al carico di lavoro, le commissioni del concorso a cattedra 2016 continuano ad essere al centro del dibattito sull’elevato numero di bocciature alla prova scritta.

Il Ministero cerca di minimizzare, affermando volutamente che le bocciature sono in linea con quelle del concorso 2012, ma il raffronto non calza, dal momento che viene fatto prendendo in considerazione le bocciature alla prova scritta del concorso 2016 con il test a risposta multipla della preselezione 2012. Lasciamo ai nostri lettori il commento su quest’operazione.

Vogliamo invece approfondire ancora una volta il discorso “griglie di valutazione”. Perchè tutto, o molto, sta lì. Nell’utilizzare una griglia tarata per la prova. In questo caso non è accaduto, dato che nonostante le numerose richieste da parte dei candidati le grigle sono state pubblicate solo dopo la conclusione della prova scritta, mutuando quelle del 2012, pensate per una prova di carattere diverso.

Ed ecco che lo scoglio maggiore allora è stato quello dell’originalità. Strutturare in 18 minuti una unità didattica che abbia anche le pretese di originalità forse era troppo. Così

Elisabetta Fiore, 43 anni, barese di origine, ma da 9 anni insegnante nelle scuole medie milanesi, a Il Giorno ” Dopo avere riletto il mio compito, vorrei che lo giudicasse un’altra commissione. Negli Stati Uniti e in Inghilterra è concesso. Non volevamo seguire il modello anglosassone?”.

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