Concorso scuola docenti: prova nazionale, commissioni e griglie di valutazione regionali. Lettera

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Gentile redazione di Orizzonte scuola, chi vi scrive è uno dei partecipanti al concorso 2015 per la classe di concorso AD04 nella regione Lombardia.

Gentile redazione di Orizzonte scuola, chi vi scrive è uno dei partecipanti al concorso 2015 per la classe di concorso AD04 nella regione Lombardia.

Venerdì scorso ho appreso insieme a tanti, troppi, altri che non ero stato ammesso a sostenere la prova orale: su 1894 candidati per 1350 posti soltanto 580 sarebbero i fortunati ad avercela fatta. Purtroppo non si tratta di una eccezione sfortunata ma di quello che è accaduto per tante altre classi di concorso ovunque in Italia e basti pensare al caso, eclatante, della classe di filosofia e scienze umane in Calabria dove nessun candidato è riuscito a passare alla prova orale.

È legittimo chiedersi come mai sia avvenuta questa debacle spaventosa in tutte le classi e in quasi tutte le regioni. Personalmente non credo alla poca preparazione di chi è stato bocciato, non solo eravamo tutti già abilitati e al lavoro, nella maggior parte, da alcuni anni ma soprattutto avevamo coscienza di star combattendo per un'opportunità straordinaria di fare il lavoro che abbiamo scelto con un contratto a tempo indeterminato e, dunque, per la possibilità- incredibile in questi anni in Italia- di poter avere una vita dignitosa e pianificabile.

Non si è trattato dunque di scarsa preparazione o inadeguatezza da parte nostra ma di un concorso che nella sua organizzazione ha presentato varie criticità.

Innanzitutto, il tempo. Noi abbiamo avuto 150 minuti per ben otto quesiti. Di tali otto quesiti due consistevano in  brani in lingua inglese, di una certa difficoltà, seguiti ognuno da 5 domande a risposta chiusa e i rimanenti sei quesiti erano basati sulla preparazione di uda (unità di apprendimento) o di parti di essa. Si trattava, dunque, di una prova complessa- come giusto che fosse- ma non veniva fornito il tempo adeguato a pensare con calma alle necessarie risposte, ad organizzare un insieme complesso quale è un' uda e soprattutto, cosa essenziale, a rileggere e riorganizzare quanto si fosse scritto. Da quando il presidente della commissione ci ha dato il via fino alla fine della prova è stato un continuo mitragliare sulle tastiere nemmeno per un attimo abbiamo potuto fermarci a rileggere ciò che scrivevamo: non avevamo il tempo.

Qualcuno ha giustamente detto che se il Ministero voleva in tal modo farci sperimentare cosa provassero in tempi andati i BES e i DSA in mancanza di tempi personalizzati  con questa prova ha perfettamente raggiunto il suo scopo.

Inoltre, tale prova era uguale per tutto il territorio nazionale mentre però la commissione e la griglia di valutazione sono state regionali dando così la possibilità di differenti valutazioni di una stessa prova soprattutto se pensiamo che già le uda si prestano, molto più che una domanda sulla legislazione o sul pensiero di Erickson, a valutazioni opinabili.

A proposito, nel bando vi era scritto che la prova scritta dovesse vertere, oltre che sui contenuti disciplinari, sulla legislazione scolastica, dalla legge Casati alla legge 107, sulle varie scuole pedagogiche, sull'ordinamento scolastico e ministeriale, ecc.ecc.

Ma poi arrivati alla prova dei fatti abbiamo soltanto redatto uda. Chi come si era preparato come da bando su Pedagogia, legislazione della scuola, ordinamento scolastico ha scoperto di aver perso alcuni mesi a studiare cose che non sono state per nulla richieste.

Insomma da questa mia lettera si capirà bene l'amarezza e la frustrazione che tale concorso ha creato nei docenti che hanno avuto la sventura di parteciparvi, l'ennesima prova da subire di un percorso, quello per diventare docenti di ruolo, che cambia di anno in anno a seconda dell'umore del partito al governo e che nulla è adatto a produrre se non frustrazione, disincanto e rabbia in chi vi si deve sottoporre.

Francesco Lobefalo-candidato respinto AD04 regione Lombardia

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