Concorso scuola docenti. Miur: ricorsi infondati, si è costituito per revoca ammissione non abilitati. Attesa decisione TAR

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All'interrogazione dell'On. Coscia (PD) sull'abilitazione come requisito di accesso al concorso il Miur risponde spiegando cosa sta facendo per tutelare i docenti abilitati, gli unici secondo il bando – e la legge 107/2015 ad essere in possesso del requisito di accesso al concorso scuola docenti 2016.

All'interrogazione dell'On. Coscia (PD) sull'abilitazione come requisito di accesso al concorso il Miur risponde spiegando cosa sta facendo per tutelare i docenti abilitati, gli unici secondo il bando – e la legge 107/2015 ad essere in possesso del requisito di accesso al concorso scuola docenti 2016.

Ad oggi il MIUR è a conoscenza di 12 decreti di natura cautelare che riguardano 66 ricorrenti.

Bisogna precisare che il Tar Lazio con tali provvedimenti non è intervenuto nel merito della legittimità delle disposizioni impugnate, ma si è limitato a fissare la data per l'udienza collegiale (una si è tenuta oggi, ma non è ancora noto il responso e la prossima sarà il 21 aprile) e, considerato che le citate date sono successive al termine ultimo per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso, ha altresì concesso ai ricorrenti di avanzare comunque la domanda. Ciò esclusivamente in ragione del pericolo di pregiudizio irreparabile a carico dei richiedenti derivante dall'imminente scadenza del termine.

Il 7 e il 21 aprile il Collegio giudicante è chiamato ad esprimersi sulla richiesta cautelare dei ricorrenti.

Cosa ha fatto il Miur. L'Amministrazione ha provveduto a costituirsi per resistere alle pretese avanzate dai ricorrenti e per ottenere la revoca dei citati decreti monocratici, con la motivazione che i ricorsi sono infondati, del tutto carenti di fumus boni iuris.

Nella propria memoria difensiva il MIUR ha richiamato il dettato normativo di cui all'articolo 1 comma 110 della legge n. 107 del 2015 che prevede il titolo di abilitazione all'insegnamento come requisito necessario per partecipare alla procedura concorsuale.

Con la stessa memoria il MIUR ha altresì rappresentato l'ingiustificata disparità di trattamento che si verrebbe a configurare qualora fossero ammessi a partecipare al concorso anche i non abilitati rispetto agli aventi diritto, ben individuati non solo dal bando ma anche da una fonte di rango primario, la legge 107.

Si è altresì rappresentato l'interesse legittimo degli aspiranti abilitati al regolare svolgimento del concorso, secondo le modalità previste dalla legge.

Pertanto – è stato precisato – il MIUR continuerà ad adoperarsi nelle opportune sedi per far si che il concorso si svolga così come previsto dalla legge 107, e dunque, in particolare, che a partecipare allo stesso siano solo i docenti in possesso del titolo di abilitazione all'insegnamento.

Non si ha però ancora una idea complessiva del numero totale dei ricorsi attesi, dal momento che solo il sindacato Anief ne ha presentati 25.000. L'Anief commenta  "Bisogna avere rispetto per quel 15% dei precari non abilitati che ogni anno sono chiamati dalla terza fascia della graduatoria d'istituto, come per quei giovani laureati che hanno intrapreso un percorso di studio convinti di poter insegnare. E bisogna avere rispetto delle sentenze dei tribunali. Molti di quelli che hanno scritto questa legge hanno partecipato al concorso grazie a quella laurea che ora rinnegano. Aspettiamo con serenità la decisione del Tar."

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