Concorso scuola docenti. Giannini: vogliamo sapere se abilitati saranno buoni docenti. I ricorsi? Un numero piccolissimo

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Minimizza il Ministro Giannini sui ricorsi per accedere al concorso scuola docenti. A portarli avanti i docenti laureati, o con diploma ITP, di ruolo, con diploma magistrale con indirizzo linguistico. "Un numero piccolissmo", poche unità rispetto ai 165mila candidati. Un concorso nel quale si vuole scoprire se gli abilitati sono in grado di insegnare.

Minimizza il Ministro Giannini sui ricorsi per accedere al concorso scuola docenti. A portarli avanti i docenti laureati, o con diploma ITP, di ruolo, con diploma magistrale con indirizzo linguistico. "Un numero piccolissmo", poche unità rispetto ai 165mila candidati. Un concorso nel quale si vuole scoprire se gli abilitati sono in grado di insegnare.

Intervenendo a Rainews24 il Ministro ha così commentato l'avvio delle prove scritte del concorso scuola docenti 2016. Il primo riferimento è ai ricorsi, a quella spina nel fianco che minaccia di distorcere l'immagine del concorso perfetto. Intanto a Trento i ricorrenti Anief sono stati ammessi a svolgere le prove scritte.

Il Ministro ha poi ricordato che il concorso prevede "prove innovative che tengono conto del fatto che i candidati sono già abilitati. A noi interessa sapere come sanno insegnare e se saranno buoni docenti"

E alle polemiche sul fatto che il concorso sia destinato a docenti che insegnano già e hanno superato prove di accesso, risponde "l' abilitazione è un titolo fondamentale ma non è il concorso. La cattedra si ottiene con una selezione pubblica come, appunto, prevede la Costituzione"

Inoltre ha sottolineato che in questa selezione si è abbassata la media d'età dei candidati, circa 38,3 anni.

I compensi dei commissari. Il Ministro ha assicurato che sarà portato allo stesso livello delle altre commissioni d'esame della scuola". Sappiamo infatti che il Governo presenterà uno specifico emendamento in proposito.

Infine, Giannini ha detto che il bando di concorso è stato fatto sulla base dei posti disponibili, rimarcando quanto fatto per gli insegnanti di sostegno: "il massimo che si potrebbe fare".

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