Concorso scuola docenti: i candidati temono una valutazione soggettiva della prova scritta da parte dei commissari

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Il Ministro assicura che le griglie di valutazione per la prova scritta del concorso scuola docenti ci siano già e che siano quelle utilizzate nei pubblici concorsi, ma noi continuiamo a chiederci come esse (se mai ce le faranno leggere) potranno essere applicate nella correzione di un quesito come quello in cui si chiede ai candidati della prova di Italiano per gli ambiti AD4 e AD8 di strutturare una unità didattica per spiegare le motivazioni dell'insegnamento della letteratura oggi.

Il Ministro assicura che le griglie di valutazione per la prova scritta del concorso scuola docenti ci siano già e che siano quelle utilizzate nei pubblici concorsi, ma noi continuiamo a chiederci come esse (se mai ce le faranno leggere) potranno essere applicate nella correzione di un quesito come quello in cui si chiede ai candidati della prova di Italiano per gli ambiti AD4 e AD8 di strutturare una unità didattica per spiegare le motivazioni dell'insegnamento della letteratura oggi.

Dell'unità didattica certo si può valutare oggettivamente la struttura, ma ricordiamo che il concorso è rivolto a docenti già in possesso di abilitazione e che nella maggior parte dei casi esercitano già la professione.

Premettiamo che non il Ministero non pubblica i quesiti posti nelle prove scritte, per cui non conosciamo l'esatta formulazione della traccia, ciò che scriviamo deriva dalle informazioni fornite da coloro che hanno partecipato alla prova e riportato gli argomenti.

Ma a fronte di un quesito generico "l'importanza della letteratura oggi", anche se mitigato dalla richiesta di far riferimento alle Indicazioni Nazionali 2012, come si comporteranno i commissari? Chi potrà giudicare se la scelta di autori (italiani o stranieri) sarà azzeccata, se i tempi previsti all'interno di un curricolo saranno adeguati, se strategie e finalità coincideranno con la visione di letteratura da parte della commissione.

Un argomento complesso e delicato, nel quale non vige "lo so" o "non lo so", ma che coinvolge precise scelte didattiche (quanto tempo l'insegnante dedicherà a questo argomento) e di formazione degli alunni.

Saranno in grado i nostri eroi (i commissari..) di cogliere nelle poche righe a disposizione tutta la professionalità del docente, le sue motivazioni, la sua capacità di insegnare (questo è quello di cui si deve andare alla ricerca, ci ha detto il Ministro), la capacità di poter affrontare per i prossimi 30 – 40 anni – considerata l'età media di 39 anni – le sfide che i giovani ci inviano giornalmente?

I timori rimangono. Il concorso sarà indicato dalla Costituzione, ma le modalità le hanno inventate a viale Trastevere!

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