Concorso scuola docenti. Anief: per portare i compensi da 1 a 2 euro lordi non bastano tre mesi

di redazione
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Dopo il via libera di Camera e Senato, il decreto interministeriale di applicazione – apprendiamo da un comunicato Anief – è oggi ancora bloccato dalla burocrazia. 

Dopo il via libera di Camera e Senato, il decreto interministeriale di applicazione – apprendiamo da un comunicato Anief – è oggi ancora bloccato dalla burocrazia. 

Il Miur, con una nota ufficiale del 14 luglio, apre le commissioni giudicatrici ad “esperti di comprovata competenza nel settore”, quindi anche docenti con meno di 5 anni di ruolo e pure ai non insegnanti.

Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal), è avvilente che per portare da 1 a 2 euro lordi l’ora il compenso dei commissari non siano bastati più di tre mesi, si comprende da questo la scarsa considerazione che in Italia le istituzioni continuano ad avere per l’istruzione dei cittadini. 

A 100 giorni dall’annuncio del premier Renzi di raddoppiare il compenso infimo dei commissari del concorso a cattedra dei docenti, ancora non è stato pubblicato il decreto, ma neanche una nota ministeriale o un impegno scritto da parte dell’amministrazione, dice Pacifico. I commissari sono impegnati a valutare i 163mila candidati a ricoprire i 63.712 posti messi a concorso dal Miur.

Il Presidente denunca  che in diversi casi i commissari hanno già corretto le prove scritte, lavorando fino a 600 ore per una retribuzione stimabile in poco più di 600 euro lordi: quindi un euro l’ora.  

Da settimane si stanno tenendo le prove orali di molte classi di concorso, e gli uffici scolastici regionali ancora si affannano a ricercare i commissari. Non è un caso se stamane in un articolo noi di Orizzonte Scuola abbiamo parlato di una mole di rinunce da parte dei commissari anche per l'orale. 

Il Miur è costretto a ricorrere ai ripari, modificando, con la Nota 571 del 14 luglio 2016, l'articolo 2, comma 4 dell'Ordinanza Ministeriale n. 97 del 23 febbraio 2016, e comunicando agli Uffici scolastici regionali che "qualora non sia possibile reperire componenti aggregati nemmeno ai sensi del precedente periodo, il dirigente dell'USR competente può ricorrere con proprio decreto motivato alla nomina di componenti aggregati assicurando la partecipazione alle commissioni giudicatrici di esperti di comprovata competenza nel settore". Quindi, si prescinde pure dal requisito base, che era quello dell’immissione in ruolo da almeno 5 anni, aprendo pure ai non insegnanti.

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