Concorso scuola: candidato con smart-watch escluso, ricorre in tribunale. Cosa hanno detto i giudici

Stampa

Il Consiglio di Stato (Sez. VI, Sentenza 16 novembre 2020, n. 7068) ha disposto che dal divieto di introdurre o usare “qualsiasi altro strumento idoneo alla conservazione e/o trasmissione di dati”, disposto per le prove di selezione al concorso per DS, non discende il divieto di indossare smart-watch, se tale dispositivo non risulta idoneo a memorizzare e/o trasmettere dati, in quanto non dotato di propria connettività.

La vicenda

Una professoressa aveva partecipato alla prova preselettiva del concorso per il reclutamento di DS presso le istituzioni scolastiche statali, bandito dal MIUR nel 2017. A prova conclusa veniva esclusa dalla preselezione, in quanto aveva indossato al polso un “Apple Watch serie 3”. La donna si rivolgeva quindi al T.A.R. Lazio – Roma, che respingeva le doglianze. Adito il Consiglio di Stato, ha trovato ragione: dalle prove fornite dalla donna è emersa l’illegittimità dell’esclusione della stessa dalla procedura preselettiva.

La perizia che accerta il mancato utilizzo dello smart-swatch

La donna, in appello, ha dimostrato, tramite perizia, che l’Apple Watch 3, dalla stessa indossato, non risultava collegato a un I-Phone, per l’effetto non era in grado di memorizzare informazioni o trasmettere dati. Nella perizia si attesta, inoltre, che “Da informazioni di sistema estrapolate si è osservata l’assenza di operazioni nell’arco temporale che va dalle 8:45 alle 13:36 dovuta al non utilizzo dell’apparecchio in analisi”. Pertanto, il Consiglio di Stato ha ritenuto dimostrato che durante tutto il periodo di espletamento della prova (dalle ore 10:00 alle ore 11:43 secondo il verbale del 23/7/2018) lo smartwatch non era stato funzionante.

Il bando non vietava l’introduzione di smart-swatch nella sede d’esame

L’art. 6, c 12, del bando di concorso (D.D.G. n. 1259/2017), disponeva che “Durante lo svolgimento della prova i candidati non possono introdurre nella sede di esame carta da scrivere, appunti manoscritti, libri, dizionari, testi di legge, pubblicazioni, telefoni cellulari e strumenti idonei alla memorizzazione o alla trasmissione di dati, né possono comunicare tra loro. In caso di violazione di tali disposizioni è prevista l’immediata esclusione dal corso-concorso”. Perciò, il bando non vietava di introdurre in aula smart-watch.

Le avvertenze fornite ai candidati non vietavano l’introduzione di smart wacht

L’impedimento in parola non discendeva nemmeno dalle avvertenze fornite ai candidati dal Comitato di Vigilanza il giorno della prova preselettiva: dal verbale del Comitato redatto il giorno della prova, emergeva che ai candidati era stato comunicato unicamente il divieto di far “uso di manuali, testi vari o cellulari, smartphone, tablet, notebook, anche se disattivati, pen drive e qualsiasi altro strumento idoneo alla conservazione e/o trasmissione di dati”. Inoltre, detta proibizione non poteva neppure discendere dal divieto di introdurre o usare “qualsiasi altro strumento idoneo alla conservazione e/o trasmissione di dati”, poiché la donna, col supporto dell’apposita perizia, è riuscita a dimostrare che l’Apple Watch 3 da lei indossato il giorno della prova preselettiva non risultava idoneo a memorizzare e/o trasmettere dati, in quanto non “dotato di propria connettività e (…) per poter ricevere notifiche da talune app presenti di default su di esso è necessario effettuare il pairing con un I-Phone che, ad ogni buon conto, si deve trovare a non più di 10 metri di distanza da esso e con una connessione attiva”.

Stampa

Dattilografia + ECDL: 1,60 punti per il personale ATA a soli 160€!