Concorso scuola 2020, docenti vincitori delle prove suppletive che rischiano licenziamento: “Serve una norma il prima possibile”

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Nei giorni scorsi il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato che i contratti dei docenti vincitori delle prove suppletive del concorso scuola 2020 non verranno risolti quest’anno scolastico allo scopo di garantire la continuità didattica. Il Comitato dei docenti chiamati in causa chiedono una norma per tutelare la loro posizione il prima possibile.

Alla luce di questa significativa evoluzione, il comitato dei docenti a rischio licenziamento intende esprimere totale fiducia nell’operato del Ministro, rammentando, però, che la garanzia della continuità didattica per l’anno scolastico in corso non è una condizione sufficiente a soddisfare le richieste avanzate dal comitato stesso. Come evidenziato dal Ministro, occorre risolvere con una norma una sentenza che è frutto di un “mutato orientamento giurisprudenziale che renderebbe inutilmente superate le prove suppletive”, scrive il Comitato Docenti a rischio licenziamento a causa del Covid.

In riferimento a questo impegno da parte del Ministro Valditara, ricordiamo che la celerità di una risposta normativa definitiva sul ruolo acquisito a seguito di un legittimo e regolare concorso è condizione essenziale per garantire ai docenti coinvolti in questa controversa vicenda il mantenimento del ruolo stesso e, nel caso degli idonei non vincitori, il mantenimento della posizione nelle graduatorie di merito“, osservano gli insegnanti.

A tal proposito – proseguono – si ricorda che sarà emanata a breve l’ordinanza ministeriale per il rinnovo delle graduatorie provinciali per le supplenze, presumibilmente nei mesi di marzo/aprile. Pertanto riteniamo urgente che la norma venga istituita nel più breve tempo possibile; non solo per evitare il vano inserimento nelle graduatorie dei docenti coinvolti in questa vicenda ma anche perché in tale inserimento potrebbero essere aggiunti i 3 punti relativi al superamento del concorso ordinario, in forza dell’avvenuta pubblicazione delle graduatorie, della cui validazione, tuttavia, non si ha certezza“.

La questione

La questione trae origine dalle limitazioni imposte dalla pandemia di Covid-19, che avevano precluso a questi candidati la partecipazione alle prove scritte, originariamente calendarizzate. La risposta iniziale dell’Amministrazione, in linea con le prime pronunce giudiziali, aveva favorito gli interessati, riconoscendo l’impossibilità oggettiva di partecipare come un valido motivo per non penalizzarli. Di conseguenza, furono organizzate sessioni suppletive, sia scritte che orali, e successivamente avvenne l’inserimento nelle graduatorie di merito.

Tuttavia, la sentenza n. 766/24 ha introdotto un cambiamento di prospettiva, stabilendo che le misure adottate durante l’emergenza sanitaria non sono sufficienti a derogare ai principi di contemporaneità e contestualità delle prove concorsuali.

Nonostante la complessità e la delicatezza della situazione, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha assunto un approccio cauto. Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione, ha sottolineato l’importanza della continuità didattica per gli studenti, annunciando che l’amministrazione non procederà con la risoluzione unilaterale dei rapporti di lavoro dei docenti coinvolti durante l’anno scolastico corrente: “Il Ministero ha inoltre già attivato le opportune iniziative normative per consentire il superamento delle criticità dovute al mutato orientamento giurisprudenziale che renderebbe inutilmente superate le prove suppletive da parte di questi docenti”, si legge in una nota.

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