Concorso, scontenta sia i precari con servizio che i neolaureati. Lettera

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inviata da Giuseppe Nevola – Il concorsone “calderone” progettato e sponsorizzato con grande entusiasmo dal Governo gialloverde, e in particolare dalle Onorevoli pentastellate, non tiene conto delle problematiche reali del precariato storico e non:

1) Scontenta i precari di terza fascia, che chiedono a gran voce un concorso riservato, come quello bandito per i Diplomati Magistrali con soli 24 mesi di servizio, e quindi una fase transitoria, tra l’altro già citata nel famoso contratto di Governo, di cui si ramanda al punto 22, e qui l’interpretazione fantasiosa di una nota Deputata della VII Commissione cultura ed istruzione non ammette dubbi: i precari sono TUTTI i lavoratori con incarichi di docenza a tempo determinato; non solo, quindi, gli insegnati della scuola dell’Infanzia e della Primaria, come ingiustamente vogliono far credere, ma anche i docenti della Secondaria.

Questi ultimi, non meritano di scontrarsi con i neolaureati o con i laureati con poco o zero servizio, giacché hanno maturato esperienza pluriennale, hanno permesso alla scuola di funzionare, e soprattutto, un concorso riservato costituirebbe un “risarcimento” per i troppi anni di silenzio e di abuso di reiterazione dei contratti a termine. Si rimanda anche alla nota Sentenza Mascolo, della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 24 novembre 2014. I precari di terza fascia, inoltre, non hanno potuto abilitarsi dal 2014 e di conseguenza non hanno potuto partecipare ai concorsi 2016 e 2018: il diritto di stabilizzazione è venuto a mancare.

2) Scontenta anche gli stessi laureati e neolaureati che si troveranno a competere con i precari con pluriennale servizio, che in ogni caso avranno una quota riservata, seppur sensibile, e un punteggio maggiorato dei servizi. Di conseguenza ci saranno disparità di trattamento all’interno della stessa procedura concorsuale e inesorabilmente nuovi ricorsi.

Risulta facile comprendere, alla luce di tali considerazioni, che occorre bandire un concorso riservato accellerato, che porti i docenti precari con minimo 36 mesi di servizio, ovvero 180 giorni per tre annualità, alla stabilizzazione in tempi brevi e certi; si ricorda ai rappresentanti politici che a settembre 2019 le cattedre saranno nuovamente da coprire: si parla di circa 100000 supplenze (o anche di più, giacché devono essere ancora calcolati i pensionamenti). Indovinate un po’, a tal scopo la terza fascia verrà nuovamente impiegata. La scuola sarà per allora ad un nuovo collasso. In parallelo, inoltre, occorre garantire un concorso ordinario per tutti i potenziali docenti senza o con poco servizio per i posti ancora vacanti. SEMPLICE, LINEARE, EQUO, COERENTE!

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