Concorso riservato docenti di religione cattolica, il bando è atteso a breve. Cosa c’è da sapere

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Il bando del concorso riservato di religione cattolica dovrebbe essere pubblicato a breve: infatti, dopo la pubblicazione del decreto avvenuto poche settimane fa adesso si attende il via della procedura.

Il decreto, attuativo delle recenti novità introdotte dalla legge di conversione del decreto-legge n. 75 dello scorso 22 giugno, recependo i requisiti stabiliti dalla legge, ammette a partecipare i candidati in possesso congiuntamente

  • della certificazione di idoneità diocesana rilasciata almeno novanta giorni prima rispetto la data di scadenza per la presentazione della domanda di partecipazione e
  •  con almeno trentasei mesi di servizio, anche non consecutivi, nell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali, oltre che dei titoli di qualificazione professionale previsti dall’Intesa con la CEI.
  • e i titoli di qualificazione professionale stabiliti dal DPR 175/2012

I candidati dovranno possedere altresì i requisiti generali per l’accesso all’impiego nelle pubbliche amministrazioni.

A queste procedure sarà destinato il 70% dei posti vacanti e disponibili per il triennio scolastico 2022/25 e per gli anni successivi fino al totale esaurimento di ciascuna graduatoria di merito.

La procedura prevede una sola prova orale di carattere didattico metodologico.

Le graduatorie (i posti dovrebbero essere 6.400) saranno utilizzate fino a totale esaurimento.

Dopo vent’anni dall’ultimo concorso, si avvia così una fase di reclutamento a tempo indeterminato per l’insegnamento della religione cattolica che, nel portare a soluzione una situazione critica che interessa migliaia di persone, assicurerà stabilità e continuità didattica” scrive il Ministero in una nota.

Come spiegato da Orazio Ruscica, segretario nazionale del sindacato Snadir, si attendono, in totale, 16.000 candidati totali per i 6.400 posti disponibili, che vedrebbe per la procedura straordinaria  “circa 13-14.000 docenti come candidati”. Al contrario, il concorso ordinario vedrà una partecipazione notevolmente inferiore, stimata “tra i 2mila”.

La prova orale del concorso straordinario

Il Ministero ha già chiarito che questo concorso si svolgerà attraverso una prova orale, a carattere didattico metodologico, che non prevede un punteggio minimo di superamento.

La prova avrà una votazione che, sommata ai titoli culturali e professionali, determinerà la posizione finale alla graduatoria di merito da utilizzare, a scorrimento, fino a totale esaurimento.

La prova orale dovrebbe avere una durata massima complessiva di 30 minuti.

Prevista inoltre l’estrazione della traccia su cui si svolgerà l’esame 24 ore prima della prova stessa.

Proprio nell’ottica di stabilizzare il precariato, è prevista un peso considerevole alla valorizzazione dell’esperienza maturata, alla quale potranno essere assegnati fino a 100 dei 250 punti complessivamente previsti per la valutazione.

Durante la prova orale sono esclusi i contenuti riguardanti in modo specifico l’insegnamento della religione cattolica.

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