Concorso religione cattolica, Snadir: “I problemi dei precari non si risolvono. Serve assunzione per titoli e servizio” [INTERVISTA]

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Intervista a Orazio Ruscica, segretario dello Snadir che parla dell’Intesa CEI-MI in vista del prossimo concorso di religione cattolica.

L’intesa fra Ministero dell’Istruzione e CEI, che di fatto dà il via libera al concorso di religione cattolica, se da un lato fornirà la possibilità dopo 17 anni di stabilizzarsi tramite concorso agli insegnanti di religione, dall’altro non lascia soddisfatti tutti quanti. Fra questi lo Snadir, il sindacato degli insegnanti di religione cattolica che non ritiene soddisfacente la formula prevista per il reclutamento dei docenti di Idr.

A Orizzonte Scuola parla Orazio Ruscica, il segretario dello Snadir che ci spiega le criticità dal suo punto di vista.

Il concorso previsto dal testo per noi è insoddisfacente. Non risolve il problema dei precari di religione. Come abbiamo sempre detto, ci vorrebbe una procedura straordinaria simile a quella predisposta per i docenti di primo e secondo grado delle altre discipline, con la sola prova orale e non selettiva. Anzi, bisogna prendere il modello della Provincia autonoma di Trento, quindi una procedura di assunzione per soli titoli e servizi“, dice Ruscica a Orizzonte Scuola.

Il segretario ricorda che i precari di religione coinvolti insegnano da 10,15, 20 o più anni. Per loro, secondo l’intesa MI-CEI che riprende la legge 159/2019, ci sarà un’agevolazione. Insufficiente, secondo Orazio Ruscica: “Il bando prevederà che il 50% dei posti sia dato ai precari con almeno 36 mesi di servizio. Ma non può essere sufficiente in questo modo. Il vero intervento per i precari, che da anni lavorano nelle scuole, sarebbe assicurare un’assunzione per titoli”.

Il bando dovrebbe essere pubblicato entro il 2020 ma Ruscica pensa che ci sarà una proroga: “In questa situazione emergenziale non mi sembra un termine perentorio” e che “secondo noi, non prima di maggio o giugno non si potrà fare in presenza nessun concorso“.

Ecco perchè, secondo il segretario Ruscica dello Snadir bisogna introdurre attraverso una norma in legge di bilancio o il milleproroghe almeno tre modifiche:

 –proroga del bando entro il 2021

– Predisporre un bando per una procedura straordinaria, una norma come abbiamo appena spiegato. 

– Aumentare il numero dei posti da mettere a concorso: adesso su 100 posti il 70% va a ruolo e il 30 % a supplenza. Non va bene la precarietà. Bisogna aumentare in un triennio dal 70% al 90% tale percentuale

Al momento, con tale schema, il bando metterebbe a disposizione 6.600 posti circa, che con i pensionamenti diventano quasi 7 mila. Aumentando la quota al 90% si arriverebbe a 10 mila posti all’incirca.

 

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