Concorso presidi toscana. Rocchi (PD) intervenga immediatamente il Governo

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red – "La vicenda del concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici in Toscana è  ormai diventata paradossale e rischia di compromettere la gestione di molte scuole del nostro territorio", lo scrive in una nota stampa la deputata PD di Livorno Grazia Rocchi.

red – "La vicenda del concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici in Toscana è  ormai diventata paradossale e rischia di compromettere la gestione di molte scuole del nostro territorio", lo scrive in una nota stampa la deputata PD di Livorno Grazia Rocchi.

"Per questo, prosegue,  ho predisposto un’interpellanza urgente per chiedere che il governo intervenga quanto prima per garantire la regolarità del concorso e la continuità della dirigenza. I presidi nominati sulla base del concorso -infatti- non possono rischiare di perdere il posto con la ulteriore conseguenza che ogni atto da loro firmato possa essere ritenuto illegittimo. Il problema, conclude, nasce da irregolarità e leggerezze della Pubblica Amministrazione e non è possibile far ricadere gli effetti di tali errori su lavoratori reclutati ed immessi in servizio. Il governo deve dare risposte immediate e improntate alla massima urgenza".

Testo interpellanza ROCCHI

Interpellanza urgente al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

I sottoscritti chiedono di sapere – premesso che:

con la sentenza n. 990 depositata il 3 Marzo 2014, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso promosso dal Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca confermando, in parte, la sentenza del TAR Toscana sul concorso per titoli ed esami relativo al reclutamento di Dirigenti Scolastici per la scuola primaria, secondaria di primo e di secondo grado e per gli istituti educativi, indetto con bando a seguito del decreto del MIUR del 13 luglio 2011;

l’Amministrazione ha certificato la legittimità e la correttezza delle procedure e ha definito conseguentemente una graduatoria di merito per 137 Dirigenti Scolastici dalla quale si è proceduto all’assunzione di 106 Dirigenti con decorrenza 1° settembre 2012 e di 6 Dirigenti con decorrenza 1° settembre 2013;

il 19 aprile 2013, a seguito di ricorso promosso da candidati che, pur avendo superato la prova preselettiva, non hanno ottenuto punteggio idoneo per il passaggio alla successiva fase concorsuale delle prove orali, il TAR per la Toscana ha accolto il ricorso;

la sentenza del Tribunale Amministrativo ha evidenziato un profilo di illegittimità in particolare nella composizione della commissione giudicatrice e nella sua modifica avvenuta a seguito di dimissioni del Presidente, illegittimità che ha condotto all’annullamento di tutte le operazioni concorsuali a partire dalla correzione delle prove scritte, facendo salva la sola prova preselettiva, e conseguente annullamento della graduatoria finale e degli atti di nomina dei vincitori;

l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana ha inoltrato appello al Consiglio di Stato richiedendo e ottenendo sospensiva della sentenza pronunciata dal TAR della Toscana;

con la sentenza del Consiglio di Stato del 3 marzo 2014 si è riconosciuto un vizio nella procedura di sostituzione del Presidente della commissione giudicatrice e si è disposta la validità delle operazioni d’esame compiute dalla commissione originaria (compresa la correzione di una prima tranche di prove scritte), la ripetizione della correzione delle restanti prove scritte nel rispetto dell’anonimato delle medesime, e la ripetizione delle prove orali di tutti gli idonei, con conseguente formazione di nuova graduatoria di merito;

i fatti sinteticamente esposti in premessa restituiscono una situazione di ulteriore e profonda incertezza per il sistema scolastico della Toscana che dovrà gestire nuove emergenze quali quelle connesse ai servizi esternalizzati di pulizie, in una situazione di instabilità della dirigenza che riguarda circa un quarto delle scuole toscane e che pone comprensibili apprensioni in molti docenti, alunni e famiglie;

pur nella consapevolezza della necessità di riconoscere i diritti dei ricorrenti, occorre sottolineare la situazione di 112 incolpevoli Dirigenti che, come riconosce lo stesso Consiglio di Stato, hanno svolto in correttezza e serietà tutto l’iter concorsuale valutato  secondo rigorosi e corretti criteri, e che oggi vedono compromessa la loro posizione professionale per un mero vizio di forma dovuto ad errore dell’Amministrazione;

per effetto della sentenza del Consiglio di Stato sono evidenti non solo le possibili conseguenze sulla validità degli atti posti in essere dai Dirigenti chiamati a ripetere le prove concorsuali, ma anche le ricadute sul piano professionale e personale. Si parla di 112 donne ed uomini che hanno rinunciato alla precedente posizione lavorativa di docenti e che difficilmente potranno occupare le precedenti cattedre destinate, nel tempo, a trasferimenti o immissioni in ruolo. Si tratta di persone che, in molti casi, si sono accollati gli oneri di trasferimenti che hanno pesato sulla loro sfera personale e familiare.

Quali iniziative intenda assumere per garantire la regolarità degli atti posti in essere e la continuità di dirigenza di circa un quarto delle scuole Toscane oggi dirette da Dirigenti che, oltre ad aver svolto, una rigorosa e selettiva procedura concorsuale, hanno dimostrato sul campo, per quasi due anni, il possesso di elevata professionalità gestionale ed di leadership educativa e, nel contempo, riconoscere il rispetto dei diritti dei ricorrenti evitando, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, di far ricadere su lavoratori reclutati ed immessi in servizio le conseguenze negative di accertate irregolarità della Pubblica Amministrazione, con ciò evitando di esporre la stessa Amministrazione al rischio di ulteriore contenzioso.

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