Concorso presidi Lombardia: Aprea esprime preoccupazione, Colosio presenta le prove anti-annullamento

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red – Ieri l’assessore all’Istruzione della regione Lombardia, Formazione e Cultura Valentina Aprea, intervenendo alla tradizionale conferenza stampa d’inizio anno scolastico, ha espresso preoccupazione per le vicende legate al concorso a preside, "perché ciò che è motivo d’orgoglio, – ha commentato – ossia il nostro processo di verticalizzazione e l’equilibrio raggiunto tra territorio e scuola, con le 1224 sedi di dirigenza, è messo a rischio dall’ipotetico annullamento".

red – Ieri l’assessore all’Istruzione della regione Lombardia, Formazione e Cultura Valentina Aprea, intervenendo alla tradizionale conferenza stampa d’inizio anno scolastico, ha espresso preoccupazione per le vicende legate al concorso a preside, "perché ciò che è motivo d’orgoglio, – ha commentato – ossia il nostro processo di verticalizzazione e l’equilibrio raggiunto tra territorio e scuola, con le 1224 sedi di dirigenza, è messo a rischio dall’ipotetico annullamento".

L’ex presidente della VII Commissione Cultura alla Camera, Valentina Aprea, informa, inoltre, che il presidente della Regione Roberto Formigoni ha già inviato al ministro Profumo una Nota, in cui ribadisce le richieste della Lombardia: l’assegnazione di nuovi docenti, per far fronte alla mancanza dei dirigenti e la possibilità di chiedere l’anticipo dell’udienza presso il Consiglio di Stato così da velocizzare i tempi del pronunciamento. Richieste che, abbiamo anticipato in questo articolo, sarebbero state già accolte da parte del Ministro.

Sulla faccenda è intervenuto anche il Dirigente dell’USR Lomabrdia, Giuseppe Colosio che si è scagliato contro la scelta del Tar di bloccare il concorso a cattedra a causa delle "buste trasparenti". "Sono le stesse – afferma durante la conferenza stampa – che usano nei concorsi a Roma", buste che se avvicinate alla luce, lasciano comparire alcune scritte scure, da cui è difficile ravvisare il nome del candidato. "Se si fosse voluto invalidare l’equità della prova, sarebbe stato più semplice aprirle".

Colosio continua, garantendo la presenza di finestre piccole ed opache, e di conseguenza l’impossibilità di scrutare con successo il nome del candidato, anche in presenza di luce accesa. Una prova empirica della correttezza delle procedure. E ricorda che "in Emilia Romagna, per lo stesso ricorso, il Tar ha giudicato la trasparenza delle buste “ininfluente” ai fini della valutazione del contenzioso".

Certo, non bisogna dimenticare che la questione delle buste non era che uno dei punti di "scarsa trasparenza" avanzati dai ricorrenti. I candidati hanno lamentato errori e imprecisioni nella valutazione, nella tempistica di correzione e un verbale della commissione dice, addirittura, che gli scritti sono stati corretti senza il collegio perfetto. Questione che il Tar ha solo affrontato di sfuggita, ma che ha comunque messo in evidenza come possibili cause di un annullamento, ammonendo l’amministrazione, nel caso di riedizione del concorso. Articolo in questione

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