Concorso a preside: iniziata la “giostra” degli annullamenti. Possibili istruzioni per l’uso

Di Lalla
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Salvatore M. – Non accennano a placarsi le polemiche, i ricorsi, le dispute sindacali, in merito al faraonico concorso a 2386 posti di dirigente scolastico, bandito dal MIUR un anno orsono. Dopo le schermaglie iniziali che hanno coinvolto la preparazione e lo svolgimento del “quizzone” preselettivo, con tanto di avverso ricorso giurisdizionale pendente, presso il TAR Lazio, la cui data di udienza di discussione è fissata per il prossimo 22 novembre, lo svolgimento delle prove scritte e la loro rapida(forse troppo) correzione avevano fatto ritenere che nella maggioranza delle regioni italiane si sarebbe riusciti a pervenire all’assunzione, per il prossimo anno scolastico, di numerosi, preparati, freschi, giovani e pimpanti vincitori/dirigenti scolastici.

Salvatore M. – Non accennano a placarsi le polemiche, i ricorsi, le dispute sindacali, in merito al faraonico concorso a 2386 posti di dirigente scolastico, bandito dal MIUR un anno orsono. Dopo le schermaglie iniziali che hanno coinvolto la preparazione e lo svolgimento del “quizzone” preselettivo, con tanto di avverso ricorso giurisdizionale pendente, presso il TAR Lazio, la cui data di udienza di discussione è fissata per il prossimo 22 novembre, lo svolgimento delle prove scritte e la loro rapida(forse troppo) correzione avevano fatto ritenere che nella maggioranza delle regioni italiane si sarebbe riusciti a pervenire all’assunzione, per il prossimo anno scolastico, di numerosi, preparati, freschi, giovani e pimpanti vincitori/dirigenti scolastici.

Errata impressione. Dimissioni di componenti di commissione, tabelle di valutazione con errori evidenti nella somma dei punteggi, tempi di correzione fulminei, presunta violazione dei principi dell’anonimato e del “collegio perfetto” nella valutazione dei compiti hanno portato a innumerevoli nuovi ricorsi giurisdizionali presso i TAR regionali, i quali, in ordine sparso, hanno iniziato ad ammettere i ricorrenti alla prova orale successiva o a rigettarne le richieste o ancora, come accaduto in Umbria, a sospendere momentaneamente l’iter concorsuale.

Fino a qui nulla di nuovo, ma la vera bomba è scoppiata con il recente pronunciamento del TAR Lombardia, che ha annullato la procedura, dalle prove scritte, per una accertata in astratto, non verificabile in concreto, violazione dell’anonimato, poiché le buste contenenti i nominativi dei concorrenti risultavano trasparenti, se poste in controluce.

Difficile operare un giudizio sulla sentenza, anche solo per il rispetto che ogni cittadino deve avere nei confronti della Magistratura, la cui lotta incessante a tutela della legge non può non essere ammirata.

Doverosa è però un’analisi complessiva della situazione. Quasi certamente in Lombardia dal 1 settembre prossimo oltre 400 scuole non avranno un dirigente titolare; il dimensionamento della rete scolastica, voluto dal duo Tremonti-Gelmini ha sensibilmente ridotto il numero dei posti messi a concorso; in tutta Italia i TAR sono invasi dai ricorsi e già il 22 novembre il TAR Lazio potrebbe porre nel nulla l’intera vicenda concorsuale; in alcune regioni, come la Campania, vi è addirittura un esubero di dirigenti scolastici e in Sicilia bisogna fare i conti con la rinnovazione del Concorso 2004, ex lege n. 202/2010.

A tutto questo si aggiunga che ormai si è concordi nel ritenere conclamato il fallimento della forma di reclutamento scelta nel 2008(vedasi per ultimo le dichiarazioni rese da parte del Presidente dell’Anp Rembado).
Come uscire dal guado? Come assicurare un corretto avvio del prossimo anno scolastico? Da più parti, soprattutto sindacali, viene invocata la “soluzione politica”. Si, forse è il momento che il Ministero e il Legislatore si assumano la responsabilità di porre in essere un provvedimento equo, giusto, non di mera e inutile sanatoria delle posizioni dell’una o dell’altra parte, ma di contemperamento degli interessi, anche a vantaggio della contabilità pubblica.

Servono misure forti, che eliminino il contenzioso e ridiano credibilità all’intero sistema scolastico.

Proviamo a immaginarne qualcuna:

1)Immissione in ruolo degli ultimi presidi incaricati rimasti in servizio(circa 100), purchè abbiano svolto la funzione di dirigente scolastico per oltre un triennio, e conseguente assegnazione di incarico di reggenza aggiuntivo di scuole sottodimensionate(molte nelle regioni del sud), non retribuito.
La misura, seppur poco condivisa dall’opinione comune, elimina i residui del “precariato della dirigenza”, elimina il relativo contenzioso dinanzi al giudice del lavoro, evitando un possibile risarcimento danni di circa 4.000.000 €, e consente la disponibilità immediata di persone d’esperienza nel ruolo;

2)Rinnovazione integrale ex lege del concorso 2011 e “questione siciliana”:
a) Salvaguardia delle graduatorie generali di merito già pubblicate e delle posizioni di coloro che hanno superato le prove scritte e la prova orale;
b) Sessione suppletiva di prove scritte ai candidati con ricorso giurisdizionale pendente avverso la prova preselettiva, che abbiano ottenuto un punteggio superiore a 70/100, e consequenziale continuazione del normale iter di concorso e inserimento in coda nella graduatoria.
Questa misura è in linea con alcuni pronunciamenti del Consiglio di Stato che, presumibilmente, avrà l’ultima parola sulla vicenda.
c) Ricorrezione adeguata e ripristino dell’anonimato delle prove scritte dei ricorrenti che ottengano pronuncia giurisdizionale favorevole nel merito, con eventuale continuazione del normale iter di concorso e inserimento in coda nella graduatoria.
d) Immissione diretta al corso di formazione previsto dalla legge n. 202/2010 per gli ultimi ricorrenti siciliani, per il concorso 2004, e riduzione dei tempi del corso stesso(da sei a tre mesi).
In questo modo si elimina il contenzioso ormai quasi decennale e si crea un notevole risparmio per l’erario.
e) Trasformazione delle graduatorie del concorso 2011 e della legge n.202/2010 in graduatorie ad esaurimento, visto che il dimensionamento e le varie leggi di stabilità hanno sensibilmente ridotto i posti e le legittime aspettative dei futuri vincitori.

In ultimo è necessario un ripensamento, per il futuro, dell’intero sistema di reclutamento dei dirigenti scolastici, attraverso una seria riflessione e un’approfondita discussione tra Governo, Parti Sociali e Società Civile, affinché si possano assicurare alla Scuola al contempo sia dirigenti preparati, sia trasparenza nella gestione ministeriale.

Su queste linee guida, seppur impopolari, imperfette e, forse, con scarse probabilità di successo, si potrebbe iniziare a pensare ad una vera, netta, precisa assunzione di responsabilità degli organi competenti, volta a porre fine una volta per tutte a questa complessa e annosa vicenda, nonché alla sempre più devastante inefficienza nella gestione dei pubblici concorsi.

E’ ufficiale, sospeso concorso dirigenti scolastici in Lombardia

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