Concorso ordinario, solo 2 posti in tutta Italia per A65 Teoria e Tecnica della comunicazione

di redazione

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Salvatore Gaglio Gruppo Facebook “Classe di Concorso A-65 Teoria e Tecnica della Comunicazione” – le scrivo a nome di migliaia di docenti e/o aspiranti tali in merito alla situazione della Classe di Concorso A-65 “Teoria e Tecnica della Comunicazione”.

Presa visione del bando di concorso per la selezione ordinaria che si terrà prossimamente notiamo con PROFONDO SCONCERTO che il numero dei posti banditi è di soli 2 ripetiamo 2 posti in tutta Italia (Lombardia e Umbria). È evidente che tutto ciò è una condanna per migliaia di persone che nel migliore dei casi galleggeranno nel limbo del precariato e nel peggiore nell’inferno di una disoccupazione perenne. È da anni infatti che le nostre richieste di una modifica e/o rimodulazione della suddetta classe di concorso sono rimaste da parte vostra lettera morta.

Sin dal DPR del 14 Febbraio 2016 n.19 che istituiva questa classe di concorso abbiamo subito una situazione estremamente paralizzante in quanto possiamo insegnare esclusivamente “Teoria della Comunicazione” presso gli istituti tecnici, settore tecnologico ma, inspiegabilmente, non possiamo insegnare “Tecnica della Comunicazione” negli istituti professionali, settore servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera e negli istituti professionali, settore servizi commerciali, materia riservata incredibilmente SOLO ai titolari della classe di concorso A-18 (Filosofia e Scienze Umane). A ciò si aggiunge che anche per quanto concerne la nostra materia gli istituti continuano ad attingere con priorità dalle graduatorie della A-18! Tutto ciò per noi e’ diventato INSOSTENIBILE e quindi CHIEDIAMO con forza e urgenza che si intervenga a livello legislativo per MODIFICARE E RIMODULARE la classe di Concorso A-65 ai fini di:

1) includere nelle competenze della classe A65 anche l’insegnamento della materia “Tecniche della comunicazione” negli Istituti professionali indirizzo “Ospitalità alberghiera – accoglienza turistica” e “Servizi commerciali”

2) sancire definitivamente la priorità se non addirittura L’ESCLUSIVITA‘ della “A-65” sulla “A-18” per l’insegnamento delle materie “Teorie della Comunicazione” e/o “Teorie e Tecniche della Comunicazione”

3) dare a TUTTI i laureati in Scienze della Comunicazione (provenienti da tutte le classi di laurea specialistica e magistrale equipollenti alla laurea vecchio ordinamento in Scienze della Comunicazione quindi: LS13, LS49, LS59, LS67, LS89, LS101; LM19, LM59, LM88, LM92) l’accesso ad altre classi di concorso (pur con integrazione di CFU o percorsi formativi appositamente studiati per la confluenza), come per esempio la A18, A-61 : Tecnologie e Tecniche delle Comunicazioni Multimediali (tenuto conto in . questo caso dei crediti acquisiti e non delle certificazioni professionali) B-22: Laboratorio di Tecnologie e Tecniche delle Comunicazioni Multimediale – A-07 (ex A003 D603 D604 D610): Discipline Audiovisive – A-12 (ex A043 A050 A051 A052): Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado – A-22 (ex A043): Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado – con piani di studi non dissimili dai laureati in Comunicazione per quanto riguarda i CFU nelle materie correlate a questi ambiti.

4) prevedere l’inclusione delle discipline inerenti la Comunicazione in tutti gli istituti. Ormai è chiaro come l’orizzonte comunicativo sia strategicamente fondamentale in un percorso educativo in quanto la stessa società contemporanea ne è profondamente intrisa. Infatti non comprendere le Scienze delle Comunicazione e la ”Media Education” nel curriculum scolastico dei nostri studenti significherebbe anche renderli meno competitivi sul mercato del lavoro europeo o peggio ancora nello svolgimento delle loro attività democratiche. Pensiamo che il Ministero dell’Istruzione abbia il dovere etico di rendere i nostri studenti dei cittadini migliori e questo è possibile solo garantendo alle future generazioni la consapevolezza dei mezzi di comunicazione che utilizzano quotidianamente e con cui interagiscono per la maggior parte del loro tempo.

5) In ultima istanza, ma non meno importante, considerato che per Lombardia e Umbria è previsto soltanto un posto a regione e quindi potranno passare la preselettiva ed accedere al concorso vero e proprio solamente il secondo e il terzo della graduatoria e gli ex aequo (come da bando, tre volte tanto i posti banditi), chiediamo almeno che questa clausola venga cancellata e che si dia quantomeno la possibilità a un numero più ampio di persone di conseguire l’abilitazione

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