Concorso ordinario secondaria, il superamento di tutte le prove fa conseguire l’abilitazione all’insegnamento

Fino alla fine degli anni Novanta, in Italia, non era previsto alcun percorso formativo per i docenti di scuola secondaria, i quali potevano accedere ai concorsi, allora abilitanti, con il solo possesso dei titoli di studio relativi alle specifiche classi di concorso.

Prima di questo passaggio storico, la formazione e l’abilitazione ad insegnare erano accessibili dopo avere acquisito un titolo accademico non finalizzato all’insegnamento vero e proprio, rimettendo in questo modo ai singoli interessati l’onere di provvedervi.

L’unica eccezione di quegli anni era rappresentata dagli insegnanti del settore primario e dell’infanzia, per i quali era prevista una formazione di livello non universitario, professionalizzante, il cui diploma rilasciato era di per sé abilitante.

Con la legge 19 novembre 1990, n. 341 è stato sancito l’obbligo di una specifica formazione universitaria per gli insegnanti e l’istituzione delle scuole di specializzazione per l’insegnamento nelle scuole secondarie.

Le SSIS hanno avuto, senza ombra di dubbio, un destino breve e travagliato.

Attivate nell’anno accademico 1999-2000 e chiuse definitivamente nell’anno accademico 2008-2009, solamente nove cicli formativi hanno visto la luce.

Le SSIS vengono sostituite, a partire dall’anno accademico 2011-2012, dal TFA (Tirocinio Formativo Attivo), introdotto con il D.M. 249 del 2010.

Successivamente ci sono stati i Percorsi Abilitanti Speciali (PAS) che hanno rappresentato un’opportunità per gli insegnanti precari di ottenere l’abilitazione all’insegnamento.

L’era delle abilitazioni è finita con la riforma della Buona Scuola.

Difatti, con l’entrata in vigore del Decreto legislativo 59/2017 sono stati istituiti i FIT, ossia i nuovi percorsi triennali di «formazione iniziale e tirocinio» che consentiranno ai futuri docenti l’accesso alle scuole secondarie. Il nuovo modello, a differenza della SSIS e del TFA, è gratuito.

Oggi sembra essere tornati agli anni Novanta, allorquando l’abilitazione all’insegnamento si acquisiva mediante il superamento di un concorso.

A partire dal bando di concorso DDG 82/2012, art. 13, comma terzo, si è iniziato a riconoscere ai vincitori, contestualmente all’immissione in ruolo, il titolo di abilitazione all’insegnamento.

Tale possibilità la ritroviamo sia nel Decreto Ministeriale 201 del 20 aprile 2020, concernente le disposizioni per i concorsi ordinari per titoli ed esami per il reclutamento di personale docente per la scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune e di sostegno, che nel Decreto dipartimentale 499 del 21 aprile 2020 di indizione del concorso.

Difatti, il quarto comma dell’Articolo 1 del Decreto Ministeriale stabilisce che “Il superamento di tutte le prove concorsuali, attraverso il conseguimento dei punteggi minimi di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, costituisce abilitazione all’insegnamento per le medesime classi di concorso”. Tale principio è stato ripreso ed attuato nell’art. 14, comma 1, del citato Decreto dipartimentale 499. Questo consentirà ai docenti l’inserimento nella II fascia delle graduatorie di Istituto, per incarichi di supplenza a tempo determinato, rispetto a coloro che possiedono i soli titoli di accesso all’insegnamento e che possono essere inseriti solo nelle graduatorie di istituto di III fascia.

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