Concorso ordinario, l’unico che dovrebbe essere svolto a più di un anno dal bando. Lettera

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inviata da Claudia Campagnoli – Sono una giovane docente precaria specializzata sul sostegno. Ieri ho ascoltato con apprensione e speranza la conferenza stampa di Draghi che illustrava le misure contenute nel decreto Sostegni Bis: sono rimasta colpita dal suo riferirsi ai giovani che devono mettere su famiglia, e quindi hanno bisogno di aiuti concreti e garanzie per i mutui. Bene. Poi leggo di Letta che vuole istituire una tassa sui più ricchi per finanziare i 18enni. Mi pare un po’ una trovata pubblicitaria per avere titoloni sui giornali ma bene.

Poi peró scopro che il concorso docenti ordinario, bandito da oltre un anno, a cui mi sono iscritta a luglio dell’anno scorso e come me tanti anche più giovani laureati ma con la sfiga di essere senza esperienza, eh beh quello ancora non si può fare. In compenso stabilizziamo i precari con 3 anni. Perché è giusto. Del resto loro hanno avuto la possibilità di fare un concorso straordinario, già concluso, hanno avuto la possibilità di partecipare alle selezioni dell’ultimo tfa sostegno saltando una prova, hanno avuto e hanno dalla loro parte i sindacati che martellano da anni per l’immissione in ruolo senza alcuna procedura concorsuale.

Allora mi sento di dire ai politici che quello che i giovani chiedono e meriterebbero, non sono le mancette elettorali, nè delle corsie preferenziali (ci mancherebbe). I giovani chiedono di essere ammessi a partecipare a delle selezioni, da cui, ad oggi, sono stati reiteratamente estromessi, per potersi giocare la propria possibilità, nel bene e nel male e così, sì, provare a costruirsi un futuro.
Questo peraltro non vale solo per la scuola, ma è una condizione diffusa in Italia, paese meraviglioso in cui ti ritrovi a rispondere ad uno annuncio per uno stage post-laurea – il più delle volte non retribuito – in cui ti si richiede esperienza pregressa.

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