Concorso ordinario, tanti docenti chiedono di riaprire i termini per la presentazione delle domande

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Concorso ordinario: mentre si aspetta (finora invano) il nuovo bando in Gazzetta Ufficiale, aumentano le richieste dei partecipanti. E’ normale: se i concorsi si svolgessero in modo continuativo e con requisiti certi e duraturi nel tempo, si avrebbe la certezza di poter concorrere, ma poiché le procedure si svolgono a distanza di anni l’una dall’altra, chi è in possesso dei requisiti chiede di partecipare alla prima prova utile.

Iscrizioni chiuse il 31 luglio 2020

Per i concorsi ordinari, le iscrizioni sono state chiuse il 31 luglio 2020. Più di un anno e mezzo fa. Nel frattempo altri candidati hanno acquisito il requisito di partecipazione, altri chiedono di modificare la regione dato che la scelta era stata avanzata sulla base di una eventuale prova preselettiva adesso eliminata, altri hanno acquisito i  CFU necessari per accedere a classi di concorso per le quali adesso vi è maggiore disponibilità di posti.

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Come conciliare tutto ciò? 

Il Decreto Sostegni bis, che ha semplificato la procedura eliminando prova preselettiva e una prova scritta, ha lasciato invariato numero di posti per regione e soprattutto esclude la riapertura dei termini per la presentazione delle domande.

Questo infatti presupporrebbe dei tempi che sono incompatibili con lo svolgimento dei concorsi in tempo per le assunzioni dell’anno scolastico 2021/22.

Questo però – è bene dirlo – ha un senso solo se, espletate le prove di questo concorso, dietro l’angolo è pronto il bando del successivo.

In caso contrario infatti le richieste aumenteranno, la sfiducia nei confronti di un sistema di reclutamento a singhiozzo diventerà incontenibile. Quando si vuole si può: e a questo contribuisce il lavoro delle commissioni nominate per la correzione delle prove.

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