Concorso ordinario, in Emilia Romagna slittamento prove per alluvione. Chiediamo deroga scioglimento riserva entro il 30 giugno. Lettera

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inviata dal prof. Alfredo Campolo – La presente per richiamare la vostra attenzione su un problema di tempistiche legato al concorso ordinario, causato dall’alluvione in Emilia Romagna. Com’è noto, il sopra citato disastro meteorologico ha comportato, tra gli innumerevoli danni e disagi, anche la temporanea chiusura delle scuole.

Tra queste la scuola P. Zangheri di Forlì (IC C.Silvestroni), dove si stavano svolgendo, dopo tre anni di attesa, le prove del concorso ordinario per la classe di concorso A001. Ciò ha comportato un necessario slittamento delle prove precedentemente indicate in calendario fino all’8 giugno, di ben dodici giorni oltre la data indicata . Date le nuove disposizioni le prove si concluderanno il giorno 20 giugno.

Ne risulta che, visto l’obbligo di attendere quindici giorni dall’ultimo esame per concedere l’invio di ulteriori titoli, la graduatoria non potrà essere stilata entro la data del 30 giugno, termine ultimo indicato dal ministero per sciogliere la riserva dell’immissione in prima fascia. Inutile dire che la delusione di non riuscire ad ottenere l’abilitazione (o il posto di ruolo per i vincitori) per un ritardo di qualche giorno, causato da eventi che vanno oltre il controllo umano, sarebbe tanta.

Soprattutto dopo tre anni di rinvii e di attese, dopo tanto studio e sacrificio, dopo aver superato tre prove di concorso, alcuni dopo che le loro città erano state allagate. Quello che noi ci auspichiamo è che il ministero non rimanga miope dinnanzi alla nostra situazione, che comprenda l’eccezionalità dell’evento che si è interposto tra noi e la tanto agognata abilitazione e che possa prevedere una proroga per questo caso eccezionale.

Basterebbero pochi giorni in più per concedere alla commissione il tempo di stilare la graduatoria e ai candidati di sciogliere la riserva, pochi giorni che cambierebbero il destino lavorativo di molti.

A noi precari, viene spesso richiesta flessibilità e capacità di destreggiarsi nelle situazioni più disparate adattandoci agli imprevisti e ai cambiamenti. Anche durante lo svolgimento di questo concorso abbiamo ampiamente dimostrato la nostra elasticità, pazienza e resilienza: prima attendendo anni per la pausa imposta dal COVID e poi affrontando le conseguenze di questo alluvione.

Speriamo ora che quella stessa tolleranza sia esercitata dal ministero affinché i nostri sforzi non debbano attendere un altro anno per ottenere il tanto sudato riconoscimento. La rigida applicazione delle norme si rivelerebbe infatti in questo caso discriminante per chi, suo malgrado, si è trovato ad affrontare una situazione tanto grave quanto improvvisa e imprevedibile. Sperando che questa venga presa in considerazione

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