Concorso ordinario, Anief: non si cambiano i bandi in corsa. Per docenti con 36 mesi di servizio un canale speciale di assunzione

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Il Decreto Covid fa sparire le prove preselettive dei concorsi ordinari? Il commento del sindacato Anief all’articolo del Corriere della Sera in cui si ipotizza una nuova modalità per i concorsi ordinari già banditi per la scuola, sia infanzia primaria che secondaria primo e secondo grado: non si possono cambiare bandi e norme in corsa. Diversa invece la valutazione di una canale speciale di reclutamento per docenti con anni di insegnamento presso le nostre scuole. 

Le nuove procedure selettive sulla scuola potrebbero escludere i giovani senza possibilità di accesso, poiché emarginati dalle prove per mancanza di adeguati titoli e servizi: lo scrive Il Corriere della Sera, sulla base di un approfondimento dell’ultimo Decreto Legge del 1° aprile, n. 44 contenente Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici già pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

L’emergenza sanitaria impone infatti lo svolgimento di procedure snelle, anche online, dando un maggior peso a titoli e servizi, con nuove “modalità semplificate di svolgimento delle prove” previste dal decreto: si introduce, infatti, la “valutazione dei titoli legalmente riconosciuti ai fini dell’ammissione alle successive fasi concorsuali”, con “i titoli e l’eventuale esperienza professionale, inclusi i titoli di servizio” che “possono concorrere alla formazione del punteggio finale”. La preselezione, pertanto, non verrebbe realizzata dai candidati, ma sulla base dei titoli e dei servizi svolti.

Anief reputa l’interpretazione fornita oggi dalla stampa del tutto soggettiva. Ad oggi, infatti, i concorsi ordinari della scuola, per i quali hanno già presentato regolare domanda centinaia di migliaia di candidati, sono regolati da bandi già pubblicati e quindi definiti.

“Come si a cambiare delle regole in corsa”, si chiede Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato. “Inoltre, ammesso che vi sia questa necessità, è chiaro che dovrà essere concertata con le organizzazioni sindacali. Per noi la valutazione dei titoli e servizi va intesa non certo come una selezione: tutti i candidati hanno diritti a misurare le loro competenze, conoscenze e capacità formative, prevedendo per loro un canale speciale di reclutamento”.

Canale speciale di reclutamento per docenti con 36 mesi di servizio

Il legale dell’Anief Walter Miceli, in un recente seminario ha detto che “è necessario adottare misure contro la precarietà, che produce un danno esistenziale, perché è evidente che un insegnante che ha superato i 40 anni e non ha fatto altro che insegnare nella vita non può essere messo davanti al bivio di superare il concorso o vivere l’oblio senza possibilità di continuare questo lavoro. La direttiva comunitaria del 1999, che impone di sanzionare gli Stati membri che reiterano i contratti a tempo determinato, è stata ignorata per anni in Italia. Nel 2010 è stato varato un piano di riduzione dei docenti di sostegno che ha tagliato 100mila cattedre: da qui nasce il sindacato Anief, che ha avviato un’azione collettiva. Intanto con la sentenza Mascolo l’Italia deve adeguarsi all’Europa sui contatti a termine. La Buona scuola in seguito realizza un piano straordinario di assunzione per 100mila precari, ma avvia il piano di stabilizzazione solo per gli iscritti alle GaE”.

“Serve dunque – continua l’avvocato Miceli – una graduatoria parallela a quella del concorso, che trasformi lentamente i contratti da tempo determinato a tempo indeterminato.”

Dal 3 maggio è possibile la ripresa dei concorsi della Pubblica Amministrazione. Anche quelli della scuola. Con quali regole?

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