Concorso ordinario 2020: i posti sono promessi ma non accantonati, per alcuni docenti la strada per il ruolo potrebbe essere ancora lunga

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Immissioni in ruolo: seppure le graduatorie del concorso ordinario siano state le protagoniste dei ruoli 2023/24, ci sono alcune situazioni che vanno chiarite. A tre anni di distanza dal bando l’incarico a tempo indeterminato in alcuni casi sembra un miraggio.

Riceviamo due email simili nei contenuti, ma attenzione riguardano due diverse classi di concorso in due diverse regioni quindi il problema non è circoscritto ad un’unica situazione.

CASO n. 1

Anno 2020 viene bandito il concorso ordinario, 2 posti per la mia classe di concorso in Basilicata. Partecipo, è l’anno 2022 e vinco; sono al primo posto in graduatoria. Non ci sono più le sedi disponibili perché dal 2020 al 2022 sono state occupate non so per quale motivo. Adesso io insegno da GPS fino al 30 giugno (come ormai da 7 anni) e così sarà fino a quando qualcosa non si sbloccherà in Basilicata. Come si considera il mio servizio visto che non è colpa mia che non ho preso il ruolo pur essendo la prima? Perché devo venire penalizzata?

CASO n. 2

Nel 2020 mi sono iscritta al concorso ordinario CdC AG56, flauto traverso alle medie. Ho dovuto iscrivermi in un’altra regione perché nella mia regione, il Veneto, non c’erano posti disponibili, mentre nella regione Toscana c’erano 4 posti disponibili.

Dopo lunghe tempistiche per motivi vari e dopo aver dovuto muovermi fino a città molto distanti da casa mia per le varie prove, il concorso si è concluso a maggio 2023 e una volta uscite le graduatorie sono risultata essere in **** posizione, quindi vincitrice.

A luglio, quando sono usciti i posti effettivamente disponibili dopo i vari trasferimenti e mobilità, di questi posti non ne è rimasto nemmeno uno.

Vorrei capire se è mio diritto reclamare un posto nelle cattedre che risultavano libere nella regione Toscana quando è stato indetto il concorso, oppure se la procedura è corretta

I posti del concorso ordinario: promessi ma non accantonati

Ecco cosa dice il bando del concorso ordinario per la scuola secondaria di primo e secondo grado DD n. 499 del 21 aprile 2020

“1. Il presente decreto bandisce, su base regionale, un concorso, per titoli ed esami, finalizzato alla copertura di complessivi n. 25.000 posti autorizzati nella scuola secondaria di primo e secondo grado di cui in premessa, che si prevede si renderanno vacanti e disponibili per il biennio 2020/2021, 2021/2022,”

I posti furono poi elevati a 33.000 con dm n.649 del 3 giugno 2020, ma in alcuni casi non è stato sufficiente per garantire le assunzioni in tutte le classi di concorso.

La previsione delle assunzioni nel 2020/21 – già di per sé inverosimile per un bando pubblicato ad aprile e domande presentate a luglio, è risultata anacronistica e le prime assunzioni sono state nel 202/23 per poi proseguire nel 2023/24.

E tuttavia bisogna sottolineare che i posti del concorso ordinario 2020 non risultano accantonati (come avvenuto ad es. per il concorso straordinario bis) per cui in alcune circostanze, in caso di contrazione dell’organico, quei posti al momento non sono disponibili, come ci raccontano i colleghi.

Le assunzioni proseguiranno anche negli anni successivi.

I docenti che hanno superato le prove, sia vincitori nel numero dei posti banditi sia idonei, continueranno a permanere in graduatoria fino alla loro assunzione. Purtroppo non c’è una data entro la quale, né gli anni persi saranno recuperati come ruolo se non in fase di ricostruzione di carriera.

Dal prossimo anno scolastico la situazione si complica perché le assunzioni  del concorso ordinario 2020 saranno in coda a quelle del nuovo concorso ter, il cui bando è atteso a breve, se le graduatorie relative saranno pronte. Ecco perchè i docenti potrebbero essere interessati a partecipare anche a questa ennesima procedura.

Non c’è una data limite per le assunzioni 2023/24

Anche facendo riferimento al solo anno scolastico 2023/24, non c’è una data limite di chiusura delle procedure per surroga e che dopo il 1° settembre determinano l’assegnazione della nomina giuridica per il 2023/24 ed economica dal 1° settembre 2024 o comunque dalla presa di servizio nel 2024/25.

Gli USR devono procedere nella copertura dei posti fino a garantire la totale copertura dei posti assegnati. Anche perchè altrimenti questi posti andranno aggiunti a quelli del concorso ter fase straordinaria di prossima emanazione.

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