Concorso non basta per assumere precari, Anief: riaprire le GaE

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comunicato Anief – Legge di Bilancio 2019 per diventare insegnante,  la domanda che ci si pone è: basterà per superare l’attuale situazione di precariato altissimo con oltre 50 mila supplenze annuali assegnate sul sostegno ad altre 100 mila su cattedra curricolare, con i numeri record destinati a crescere? La risposta, certamente, è negativa.

Perché non si attua il provvedimento madre, quello che avrebbe risolto tutto, senza investire negli ennesimi concorsi che porteranno ulteriore precariato: manca la riapertura delle GaE alle tante decine di migliaia di docenti già selezionati, formati e abilitati.

La stessa operazione avrebbe garantito anche la scorsa estate di evitare che 33 mila cattedre già destinate ai ruoli fossero andate deserte, andando a produrre ulteriori buchi di posti.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, è amareggiato: ricorda che “il provvedimento di riapertura delle GaE, così come già era accaduto nel 2008 e quattro anni dopo, è stato chiesto prima alla Camera e poi allo stesso Senato. Perché il doppio canale di reclutamento è un passaggio obbligato se si vuole garantire la continuità didattica. Tra gli emendamenti di cui ci siamo fatti portavoce al Senato, sempre per trovare una risposta definitiva al problema del precariato scolastico, figura anche la conferma dei contratti a tempo indeterminato stipulati con clausola rescissoria per i docenti che abbiano superato l’anno di prova, in modo da consentire di garantire la stessa continuità didattica grazie al personale che è stato valutato idoneo all’esercizio della professione”.

La nostra proposta sarebbe servita anche a fornire una riposta al contenzioso oggetto della procedura d’infrazione 2014/4231 pendente presso la Commissione europea sulla violazione dell’Italia della normativa comunitaria dei contratti a termine dopo l’approvazione della Buona Scuola e le sentenze delle Sezioni Unite della Cassazione a partire dalla n. 22552 del novembre 2016. Tutte situazioni in essere – continua Pacifico – su cui non potranno non pesare le espressioni fornite dall’avvocato generale Szpunar della Curia europea, il quale si è detto d’accordo con le tesi della Commissione UE e del docente ricorrente Rossato che, una volta assunto in ruolo dopo diversi anni di precariato, chiedeva giustamente il risarcimento per l’abuso dei contratti a termine. Sempre in attesa di conoscere anche gli esiti della recente sentenza C-331/17 Sciotto, emessa dalla Corte di Giustizia Europea il 25 ottobre scorso, che prevede la conversione automatica del contratto a tempo determinato in indeterminato se il rapporto di lavoro perdura oltre i famigerati 36 mesi anche non continuativi su posto vacante. Ancora una volta, per far valere questi diritti, la parola passerà ai tribunali”.

Anief, pertanto, conferma le preadesioni al ricorso gratuito per il personale di ruolo interessato ad ottenere dalle due alle dodici mensilità di risarcimento in caso di pronuncia conforme della Corte di giustizia e di superamento delle sentenze della Corte suprema italiana. Per aderire vai sul Portale Anief. Parallelamente, il giovane sindacato continua la sua battaglia giudiziaria per l’immissione in ruolo per chi ha svolto almeno 36 mesi di supplenze su posto vacante e disponibile, per chi è ancora precario: anche in questo caso, gli interessati possono consultare il portale Anief.

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