Concorso per laureati. 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche veramente utili per insegnare?

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“Non dubito che sia necessario imparare a insegnare, non dubito che – entro certi limiti – sia possibile, e che le «discipline antropo-psico-pedagogiche» possano aiutare a raggiungere questo obiettivo.

Vorrei però che gli specialisti e gli esperti del MIUR riflettessero meglio sul contenuto di questa ‘Didattica generale’, e sul contenuto dei libri che la codificano per gli aspiranti docenti”

Così si esprime Claudio Giunta, insegnante di Letteratura italiana all’Università di Trento, specialista di letteratura medievale, insegnante di Didattica della letteratura nei corsi del TFA e del PAS organizzati all’Università di Trento nel

Supplemento culturale del Sole 24 ore del 21 maggio 2017. Vedi

Il titolo dell’intervento è Didattica della fuffa, e pone l’accento su come le lezioni dedicate alla Didattica generali nei corsi TFA siano spesso infarcite di nozioni inutili ai fini dell’obiettivo di imparare a insegnare.

“I candidati che hanno superato l’esame finale del TFA a cui ho chiesto un giudizio sulle lezioni di Didattica generale che avevano seguìto durante l’anno di corso mi hanno dato più o meno tutti la stessa risposta: lezioni per gran parte inutili; nozioni e concetti di buon senso promossi al rango di cervellotiche Teorie; osservazioni anche giuste, ma comunicabili in venti parole, diluite in un estenuante, fumosissimo metadiscorso. Quasi tutti gli insegnanti in ruolo a cui ho chiesto un parere sulle indicazioni/prescrizioni relative alla didattica che vengono somministrate dal ministero, o nei corsi di aggiornamento, mi hanno dipinto lo stesso quadro sconsolante: un’alluvione di parole, schemini, istogrammi, freccine, tutto un variopinto apparato effimero dal quale si fatica a dedurre qualcosa che possa essere speso nella pratica, anche solo un consiglio per migliorare la lezione,

l’atmosfera della classe.”

E allora?

“Vorrei però che gli specialisti e gli esperti del MIUR riflettessero meglio sul contenuto di questa ‘Didattica generale’, e sul contenuto dei libri che la codificano per gli aspiranti docenti, perché quello che ho sentito e che ho letto non mi pare vada bene.”

Si potrebbero – conclude Claudio Giunta – organizzare dei seminari – non dei corsi di decine e decine di ore – con bravi, selezionati insegnanti della primaria e della secondaria che dicano ai loro futuri colleghi che cosa hanno imparato tra i banchi.

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