Concorso Infanzia e Primaria: precedenza genere maschile a pari punteggio. Maestre Infanzia sono il 98,93%, Primaria il 95,91%. Ci saranno candidati maschi? I dati statistici

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Concorso per docenti, a breve si darà il via. Tra le novità, rispetto ai concorsi degli anni passati, questione della parità di genere, richiesta da una normativa specifica. Forniamo un quadro degli equilibri delle presenze degli impiegati nell’ambito dell’insegnamento nelle scuole dell’Infanzia e Primaria.

La legge che prevede il riequilibrio di genere è il d.P.R. n. 82, che deve essere applicato ai concorsi pubblici: secondo tale disposizione, nei bandi per il reclutamento nelle pubbliche amministrazioni occorre indicare, per la qualifica messa a concorso, la percentuale di rappresentatività dei generi nell’amministrazione che lo bandisce, calcolata alla data del 31 dicembre dell’anno precedente. Qualora il differenziale fra i generi sia superiore al 30 per cento, a parità di titoli e di merito, e in assenza di ulteriori benefici previsti da leggi speciali, si applica la preferenza in favore del genere meno rappresentato in sede di scorrimento della graduatoria.

Cosa si prevede per il concorso a cattedra di prossima emanazione?

Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, al 31 dicembre 2022, la percentuale di maestri dell’Infanzia è pari all’1,07%, mentre per la primaria si arriva al 4,09%. Ciò significa che in tutte le regioni, a parità di punteggio in graduatoria finale sarà data precedenza agli aspiranti di genere maschile.

Ci saranno candidati uomini al prossimo concorso?

La questione va posta anche sotto un altro punto divista, ci saranno candidati di genere maschile al prossimo concorso a cattedra per Infanzia e Primaria?

Siamo andati a ricercare, come centro studi, i dati statistici dei laureati in scienze della formazione primaria, titolo di accesso al concorso. Secondo quanto fornitoci da AlmaLaurea, la presenza di laureati maschi è in netta minoranza rispetto al genere femminile.

Un dato curioso è che tra il 2019 e il 2021 troviamo un calo del 2,4% di laureati maschi, già nettamente in minoranza rispetto al genere femminile.

Ecco i dati statistici

Dati che lasciano presupporre una presenza a livello concorsuale del genere maschile molto ridotta, confermando che il lavoro in questi ordini e gradi di scuola è visto principalmente come “un lavoro per donne”.

Per completezza, vi riportiamo tutte le percentuali del rapporto tra i due generi nelle varie regioni

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